La verifica del Green Pass per l’accesso ai luoghi di lavoro è stata resa obbligatoria dall’attuale normativa vigente. É dunque fondamentale semplificare tale procedura, rispettando tutte le normative GDPR. Le soluzioni di controllo accessi cloud-native, come quelle di Sofia Locks, permettono di facilitare e velocizzare tale procedura.

Il sistema di controllo accessi cloud-native Luckey può essere configurato per gestire in modo semplice ed intuitivo il controllo dei Green Pass dei dipendenti che devono accedere al luogo di lavoro. Grazie all’utilizzo dell’innovativo sistema di Smart Tag è infatti possibile vincolare la validità di una credenziale alla preventiva verifica del Green Pass.

Inoltre, è possibile configurare il sistema in modi diversi, affinché venga richiesta la verifica del Green Pass ogni giorno oppure sia ritenuta valida per più giorni, in caso di controlli a campione.

Anche in questo contesto, un controllo accessi tramite smartphone ed in cloud consente di semplificare al massimo la gestione degli accessi al luogo di lavoro, semplificando eventuali integrazioni con software di terze parti grazie alle APIs Rest disponibili.


PropTech Perspective Days 2021 si sono svolti dal 20 al 24 settembre 2021. L’evento, organizzato da Sofia Locks, ha visto l’avvicendarsi di figure di spicco del settore real estate italiano che si sono confrontati su i pro e i contro dell’innovazione digitale nel real estate.

Riguarda tutti gli interventi in streaming


Se dovessimo scegliere una sola idea tra tutte quelle che hanno animato le conversazioni dei PropTech Perspective Days, vi proporremmo la rapidità. Il tema di quest’anno è stato “i pro e i contro dell’innovazione digitale nel real estate”, e la velocità con cui le soluzioni tecnologiche stanno correndo verso un nuovo futuro per il mercato immobiliare racchiude opportunità e problematiche.

Tutti gli ospiti non hanno mancato di rilevare che al centro di aspetti diversi come una nuova offerta di servizi, la sostenibilità degli edifici, la connettività, lo smart working e il ritorno agli uffici, i modelli di flexible living, e chi più ne ha più ne metta … al centro di tutto ciò c’è una grande energia innovativa che nasce dalla tecnologia digitale.

Silvia Piacentini, Direttore Tecnico Arexpo
Francesca Pinzone, Head of Marketing & Digital Svicom

La digitalizzazione non la definirei importante, ma essenziale. Non un di più che vado a includere, ma è fondamentale in tutte le strategie di prodotto o di servizio.
Francesca Pinzone, Head of Marketing and Digital @ Svicom

Nascono quindi nuove opportunità, ma ci si confronta anche con nuovi problemi. Aumentano le conoscenze richieste per mettere in campo soluzioni immobiliari che comprendano sia gli aspetti tradizionali che quelli del servizio. Progettazione, scelte tecnologiche, certificazione, marketing, e customer relationship, sono solo alcuni degli aspetti che hanno completamente cambiato faccia per gli addetti al settore. Anche nel mercato immobiliare si parla quindi di una rivoluzione culturale.

Silvia Piacentini, Direttore Tecnico Arexpo
Francesca Pinzone, Head of Marketing & Digital Svicom

Il nostro è un mercato giovane, è un mercato in forte crescita, con il 25% in più di start up nate nell’ultimo anno. Ma non esiste ancora una cultura della tecnologia: una cultura che deve partire dall’idea del progetto fino alla gestione dell’inquilino.
Silvia Piacentini, Direttore Tecnico @ Arexpo

Su queste caratteristiche si sviluppano nuovi piani di concorrenza, non più solo la classica location, ma modelli di accesso innovativi, servizi, e collaborazione tra i soggetti coinvolti. Il mercato è sempre più abituato a soluzioni innovative: la forza lavoro più giovane si aspetta che le aziende offrano spazi di lavoro confortevoli e interattivi; chi cerca una soluzione abitativa valuta sempre più quali siano le caratteristiche accessorie, e quale sia l’aspetto sociale dell’offerta. Questa domanda spinge naturalmente i criteri di valutazione dei tennant verso offerte più articolate, una vera novità per il mercato immobiliare. E non si può non menzionare la forza centrifuga dello smart working, che non ha solo messo in discussione i calcoli di metri quadri richiesti dalle aziende per le postazioni lavorative. Dai co-working allo spazio in casa per poter lavorare, fino alle nuove realtà di vita sociale, con complessi abitativi che offrono aree di accesso comune, negli ultimi due anni tutto ciò si è trasformato da soluzioni progettuali a offerte che segnano sempre più il passo del mercato.

Federica Pedroni, Head of Workplace CBRE
Alessandro Rendina, Portfolio Manager Savills Investment Management

Anche gli immobili sul mercato sono entrati in competizione, l’immobile più performante e che offre più servizi è chiaro che sia più interessante per il tenant. In questo momento è necessaria una partnership tra il tenant e il landlord, proprio perché c’è da entrambe le parti un interesse condiviso. Il tenant desidera riportare le persone in ufficio e attirare nuovi talenti. Allo stesso modo il landlord ha bisogno di attirare l’attenzione del tennant, offrendo dei servizi in più che vadano oltre alle sale riunioni di una volta. Anche considerando proprio la digital experience.
Federica Pedroni, Head of Workplace @ CBRE

Il criterio fondamentale di scelta, la location, mantiene la sua posizione, ma si trova in concorrenza con nuovi criteri di valutazione. Tutti gli ospiti dei PropTech Perspective Days hanno sottolineato come stiamo attraversando un periodo di grande fermento, ma anche come ci sia ancora incertezza nel prendere alcune scelte. Se i dubbi dovuti alla congiuntura economica stanno diminuendo di fronte a nuovi indicatori positivi, rimane da compiere un passo avanti importante nella acquisizione di conoscenze, e figure professionali, adeguate per una rivoluzione digitale imminente. In questo ambito i partner tecnologici giocano un ruolo fondamentale quando sono in grado di portare non solo soluzioni tecnologiche, ma di instaurare una collaborazione con tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione di un progetto immobiliare. 

Federica Pedroni, Head of Workplace CBRE
Alessandro Rendina, Portfolio Manager Savills Investment Management

Il tenant prima difficilmente entrava nel merito del controllo accessi. Oggi sta cambiando, tanti tennant ti chiedono che impianto metti, ti chiede di poter interagire e di fare un impianto comune. Per noi è una novità che stiamo affrontando abbastanza bene, ormai implementiamo ovunque un sistema sofisticato di controllo accessi, negli ascensori, nelle sale … con App per le prenotazioni e inserimento del WiFi, che è oggi una componente fondamentale
Alessandro Rendina, Portfolio Manager @ Savills IM SGR

Abbiamo quindi nuove sfide, dove è necessario prendere scelte strategiche su elementi che una volta non erano parte della progettazione, e sono invece oggi di primaria importanza. Una soluzione tecnologica non vale l’altra, ed è necessario conoscerne le differenze e le peculiarità, in un contesto in cui l’impiantistica ha sempre più un peso in termini di spesa ma anche di successo del progetto immobiliare. Gli edifici hanno infatti una nuova dimensione digitale, che di fatto modifica i rapporti tra landlord, tenant, e user. Come abbiamo visto cambia la domanda che spinge landlord e tenant a competere su prodotti a volte più frammentati, ma di più alta qualità. Dall’altra parte nasce un’offerta flessibile, che permette di attrarre pubblici diversi e sfruttare al meglio zone una volta considerate troppo periferiche.

Luisa Crupi, COO Abitare Co
Alessandro Boscarini, COO Borio Mangiarotti

Un’esperienza che deve essere customizzata per il tipo di edificio, ma anche per il tipo di zona. Se noi definiamo che all’interno di un building in via Tortona offriamo una serie di servizi costruendo uno strumento tecnologico efficace per quel tipo di edificio, lo stesso non potrà essere esportato a Bovisa o ad Affori, perché avremo un target con esigenze diverse. C’è bisogno di una conoscenza della zona, ma anche di una maggiore duttilità da parte di chi queste case le progetta, nel pensare a quali servizi effettivamente siano necessari.
Luisa Crupi, COO @ Abitare Co

I team intorno alla progettazione o rivalutazione di un edificio moderno devono essere più che mai poliedrici. I nuovi modelli di commercializzazione dello spazio considerano aspetti che vanno molto al di là di quanto era richiesto nel mercato immobiliare di una volta. L’ibridazione tra prodotto e servizio avvicina il marketing del real estate a quello di settori in cui l’attenzione per l’utente finale fa la differenza. I dipendenti di una o più società, gli abitanti di un condominio o di un quartiere, sono oggi un pubblico e una comunità. Una realtà organica verso cui la commercializzazione di prodotti passa attraverso nuovi mezzi di comunicazione, e la soddisfazione può essere garantita solo attraverso il phygital, quel mix tra digitale e fisico che permea la vita moderna.

Luisa Crupi, COO Abitare Co
Alessandro Boscarini, COO Borio Mangiarotti

Oltre ai servizi è importante su questi grandi interventi anche la costruzione di una comunità, anche questa abilitata fortemente dalla tecnologia. Se io ho una persona preposta alla costruzione, allo start up di comunità, per poter aver a che fare con 1500 persone non ha molte alternative se non aver un sistema tecnologico: applicazioni di quartiere o di condominio, che metta in comunicazione le persone che vivono all’interno di quel contesto.
Alessandro Boscarini, COO @ Borio Mangiarotti

Le aziende stanno già rispondendo a tutto questo. Nascono nuove realtà e nuovi progetti (per esempio Wellio, per citare un progetto con cui Sofia Locks collabora), e i migliori player del mercato hanno già dato prova di come sia possibile creare nuovo valore e rispondere efficacemente a periodi di incertezza. La città di Milano può essere vista come un laboratorio a cielo aperto, ce lo hanno raccontato con esperienza di prima mano tutti i nostri ospiti. Esperienze diverse, ma tutte riunite nella ricerca di soluzioni innovative, nel riconoscere il lato umano della tecnologia, e il desiderio delle persone di trovare il supporto della tecnologia nella vita di tutti i giorni.

Raffaella Pinto, Head of Business Development Cushman & Wakefield
Giovanni Maria Mancini, Founder & CEO TopLife Concierge

Fino ad oggi la nostra parte di gestione riguardava più l’immobile, quindi property management, facility, e anche il project … sono più rivolti all’immobile, all’uso più efficiente dell’immobile. Oggi invece la nostra attenzione si sta spostando sulla persona. Il nuovo paradigma del mercato immobiliare, anche gli investitori hanno cambiato l’approccio. Per noi la grossa innovazione sarà sul lato umano. Il tenant care sarà la grande area di innovazione, per massimizzare il livello di occupazione.
Raffaella Pinto, Head of Business Dev. @ Cushman & Wakefield

La tecnologia non più è qualcosa di lontano, muto, nascosto. Oggi la tecnologia è un’interfaccia, vicina alle persone, che siano utilizzatori, decisori, facilitatori. Dall’interazione alla lettura dei dati, la tecnologia cambia lo spazio, o quasi si può dire vi aggiunge una nuova dimensione in cui le persone stesse possono muoversi. Questi incontri ci hanno anche insegnato a smentire il contrasto tra la tecnologia e la presenza umana. Il periodo di distanza forzata che abbiamo dovuto attraversare ha dimostrato ancora di più come la tecnologia non sia un fattore divisivo, come alcuni credevano. Ci si è allontanati dagli uffici centrali, ma invece di allontanarsi le persone si sono riunite in nuove comunità: co-living, co-working, cohousing, quartieri smart,  …

Raffaella Pinto, Head of Business Development Cushman & Wakefield
Giovanni Maria Mancini, Founder & CEO TopLife Concierge

Si sta parlando oggi sostanzialmente di creare un CRM, per analizzare quali richieste di servizi gli utenti desiderano all’interno dell’edificio. Analizzare i big data, per vedere quali preferenze ci siano nelle richieste di servizi, gli spazi più usati, le corrette dimensioni di uno specifico spazio: quanto dev’essere grande la palestra di un determinato building? O quanto spazio allocare per un deposito pacchi? Tutte queste risposte non vengono date solo dall’estro creativo dell’architetto, ma devono essere anche basate su statistiche, su dei dati, su quello che effettivamente avviene.
Giovanni Maria Mancini, Founder & CEO @ Top Life Concierge

Oltre le incertezze, i nostri ospiti hanno delineato un futuro abbastanza chiaro, che affianca alla spinta acceleratrice della tecnologia, un lato umano, di comprensione dei bisogni delle persone. Ci sembra di poter dire che in futuro farà la differenza chi saprà unire fisico e digitale con l’intelligenza di un approccio appunto umano. In questi termini ci uniamo anche noi come i nostri ospiti nella ricerca di partnership di più alto valore. Sofia Locks mette a disposizione tutta la sua conoscenza tecnologica e il punto di vista privilegiato che ha la fortuna di avere sul mercato. Questi sono stati i PropTech Perspective Days del 2021, un punto di vista d’eccezione grazie agli ospiti e alla loro disponibilità a condividere esperienze e sinergie per rispondere a un mercato che chiede innovazione umana.

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Il programma dell’evento

Pro e contro della rivoluzione digitale nel real estate
con: Silvia Piacentini, Direttore Tecnico Arexpo, Francesca Pinzone, Head of Marketing & Digital Svicom


Progettare il mercato real estate del futuro: la tecnologia come fattore abilitante
con: Federica Pedroni, Head of Workplace CBRE, Alessandro Rendina, Portfolio Manager Savills Investment Management


Coliving e cohousing: sostenibilità, scalabilità e condivisione
con: Luisa Crupi, COO Abitare Co, Alessandro Boscarini, COO Borio Mangiarotti


Vivere il digitale: il valore dei servizi nel real estate
con: Raffaella Pinto, Head of Business Development Cushman & Wakefield, Giovanni Maria Mancini, Founder & CEO TopLife Concierge

L’affermazione di soluzioni innovative in campo tecnologico e di nuovi paradigmi, come l’Internet of Things (IoT) e il Data Management, ha dato vita a scenari innovativi, in cui il focus principale è rappresentato dai processi cognitivi e decisionali circa la gestione degli immobili. Le tecnologie digitali producono una mole significativa di dati, utili per definire strategie mirate alla riduzione dei costi, e al miglioramento delle performance edilizie e della qualità dei servizi. Queste soluzioni all’avanguardia hanno rivoluzionato l’intero approccio al facility management. 

I trend del facility management

I facility manager hanno l’onere di migliorare l’esperienza vissuta dall’utente, ottimizzando lo svolgimento delle operazioni, fornendo funzionalità adeguate e garantendo la qualità dei servizi forniti. A tal fine, i manager dovrebbero comprendere e far proprie le questioni sociali e aziendali, e migliorare i processi che hanno impatto sulle infrastrutture dell’edificio. Le soluzioni smart permettono di fare tutto ciò, in quanto abilitano il problem solving, danno vita a nuove opportunità e incentivano un approccio volto ad un continuo aggiornamento, per stare al passo con i trend di mercato. Il trend dei servizi di facility management sta aumentando, si prevede che la domanda passi da 39,5 miliardi nel 2020 a 65,5 miliardi di dollari entro il 2025, ad un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 10,6%, durante il periodo di previsione, come affermato dal Market and Market Analysis.

I software per il facility management 

Le soluzioni di facility management devono prevedere più livelli di operatività per permettere una gestione facilitata di tutti i processi, dalla gestione degli immobili, alla manutenzione degli asset, all’allocazione dei workplace, e alla gestione delle prenotazioni. I manager devono poter svolgere tutte queste operazioni in qualsiasi momento, ovunque e da qualsiasi dispositivo, qui entra in gioco la tecnologia cloud. Le tecnologie cloud-native sono state progettate per semplificare il facility management, in quanto permettono la gestione di diversi edifici dislocati geograficamente sia da remoto che on-side. La gestione multi-impianto permette di controllare tutte le sedi da un unico pannello, con un click. Anche la riallocazione degli spazi e la gestione delle prenotazioni sono semplificate, le soluzioni cloud permettono di rendere gli spazi flessibili e modulari, per essere riorganizzati in base alle diverse esigenze. Queste soluzioni permettono di aumentare l’autonomia degli utenti, in quanto il processo di prenotazioni di spazi e risorse è completamente self-service, e dei manager, in quanto possono gestire tutte le autorizzazioni tramite un unico pannello. La tecnologia cloud permette inoltre di aumentare i livelli di sicurezza e di incrementare la collaborazione tra gli utenti e le aziende, rappresenta un hosting sicuro per i dati critici e uno strumento per ottimizzare il disaster recovery.

Il nuovo valore del facility management è dunque la capacità di sfruttare le soluzioni tecnologiche che stanno diventando sempre più diffuse nella nostra società, come il Cloud Computing, e l’Internet of Things. Queste tecnologie non solo stanno cambiando il facility management, ma stanno anche migliorando la gestione dei processi dal punto di vista dell’efficienza, della qualità e della velocità. Inoltre, stanno abilitando le iniziative per ridisegnare le città, per renderle sempre più smart e sostenibili. Presso Sofia Locks siamo consapevoli che la tecnologia debba fondersi con l’ambiente circostante e diventare un elemento naturale nella nostra società, per creare valore per i cittadini, le imprese, le istituzioni e l’intera società.  

Una intervista a Federica Pedroni, Head of Workplace @ CBRE Italia. Redatto da Anna Gnemmi, Digital Marketing Specialist @ Sofia Locks con la collaborazione di Alessandro Nacci, CEO @ Sofia Locks

Nell’ultimo anno il mercato degli uffici ha affrontato numerosi cambiamenti, complice la pandemia che ha accelerato molti trend e rivoluzionato le definizioni convenzionali di luogo di lavoro e casa. Il concetto di spazio ha assunto una connotazione diversa, è diventato modulare, flessibile, smart, progettato per rispondere alle nuove esigenze. 

Negli ultimi dieci anni anche gli uffici hanno subito molteplici evoluzioni, si è passati da un modello tradizionale ad uno activity based working, caratterizzato da una varietà di work setting che permettono di accogliere diverse tipologie di attività. Oggi questo modello viene adottato da sempre più aziende, sulla base delle diverse peculiarità, è infatti sempre maggiore il numero di business che abbracciano modelli più collaborativi come il team based o gli HUB di socializzazione, come l’event based. La tipologia di modello viene scelta in base alla strategia aziendale, ma l’obiettivo è comune: creare un luogo proattivo in cui promuovere la produttività e la socializzazione, attrarre nuovi talenti, e incrementare il commitment e il valore del brand.  

Federica Pedroni, Head of Workplace di CBRE Italia, ci ha fornito una panoramica completa dei continui cambiamenti che i luoghi di lavoro hanno dovuto affrontare per adattarsi alle nuove circostanze e soddisfare i bisogni e le necessità di coloro che ne usufruiscono durante un’intervista per Proptech Perspective by Sofia Locks. In questo articolo tratteremo dell’argomento, cercando di fornire informazioni utili per meglio interpretare questo periodo di forte evoluzione.

L’evoluzione dello spazio di lavoro

Gli spazi di lavoro flessibili stanno diventando il nuovo standard nel mercato real estate, con questo termine si intendono spazi che non dispongono di postazioni assegnate, ma di una serie di work setting che possono essere occupati in base alle diverse esigenze. In questo modo è possibile usufruire delle risorse in base alle attività da svolgere in maniera funzionale, ad esempio, ci sono sale riunioni progettate per incontrare clienti o effettuare videochiamate, altre più piccole per chiamate individuali, oppure ambienti progettati per stimolare la cooperazione e il lavoro in team. Gli spazi possono essere più o meno formali e modulari, per adattarsi alle necessità dei diversi collaboratori. 

Sempre più aziende stanno pensando di modificare il proprio layout per abbracciare modelli più agili

Sempre più aziende stanno pianificando di modificare il proprio layout verso modelli più agili specialmente a seguito dell’implementazione dello smart working, forzato durante la pandemia, ma destinato a permanere nel cosiddetto “new normal”. Se lo smart working ridurrà la presenza media in ufficio al 50% il modello tradizionale con postazioni assegnate non risulterà più funzionale.  L’attività prediletta da chi si recherà in ufficio sarà quella di collaborazione, mentre quella di concentrazione potrà svolgersi principalmente da casa, per questo motivo gli spazi dedicati all’attività individuale verranno ridotti per aumentare quelli collaborativi, dove i dipendenti possono lavorare in team, partecipare a meeting, accogliere clienti ed effettuare chiamate. Questo permette non solo di aumentare la flessibilità del business, ma anche di avere una migliore organizzazione del layout, ove sprechi di spazi e costi vengono ridotti. 

L’ufficio rimane ancora un luogo di fondamentale importanza, in quanto consente l’incontro da vivo e la socializzazione, e rappresenta uno strumento indispensabile nelle politiche aziendali

Nonostante i molteplici cambiamenti, l’ufficio resta ancora un luogo di fondamentale importanza, in quanto consente l’incontro dal vivo e la socializzazione, aspetti dai quali non si può prescindere per il mantenimento del benessere mentale e della creatività individuale. Inoltre, rappresenta uno strumento indispensabile nelle politiche aziendali per attrarre, formare e coltivare nuovi talenti, implementare la produttività e il senso di appartenenza, e aumentare la brand awareness. Per raggiungere questi obiettivi le aziende devono fornire ai loro dipendenti spazi confortevoli, innovativi, dotati di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, in grado di soddisfare le loro aspettative e creare la giusta employee experience.

Ufficio di CBRE Italia

La tecnologia diventa un valore aggiunto e un fattore abilitante 

Riducendo i metri quadrati e i costi di affitto è possibile dedicare più risorse al comfort e all’eleganza degli spazi di lavoro, che contribuiscono ad accrescere il senso di appartenenza dei collaboratori. Questo fattore è di fondamentale importanza non solo per i tenant, ma anche per i landlord, che possono offrire spazi flessibili, modulari e confortevoli, in cui la tecnologia non rappresenta più solo un elemento di ottimizzazione delle operation, ma diventa uno strumento per valorizzare l’edificio stesso, e generare valore aggiunto.

Un edificio smart può offrire notevoli servizi aggiunti, sia ai collaboratori che agli ospiti. Tramite soluzioni innovative i tenant e i facility manager potranno:

  • Avere indicazioni precise sul numero delle persone presenti in un determinato ambiente in tempo reale, per una maggiore security e safety del sito;
  • Gestire i picchi di affollamento, verificando lo stato degli ambienti in ogni momento;
  • Gestire gli spazi e le risorse tramite dispositivi smart aziendali; 
  • Ottenere statistiche sull’utilizzo degli spazi per future ottimizzazioni degli stessi.

Numerosi sono anche i vantaggi derivanti dalla logica self-service a disposizione degli utenti, i quali potranno:

  • Verificare la disponibilità dei work setting in tempo reale tramite lo smartphone personale e l’applicazione;
  • Prenotare le risorse disponibili in autonomia, grazie al booking engine digitale integrato con i sistemi aziendali che permette di cancellare e/o modificare le prenotazioni tramite l’interfaccia utente;
  • Avere informazioni sullo stato di occupazione dell’edificio, al fine di poter organizzare meglio la loro presenza all’interno della loro struttura;
  • Avere uno strumento di interazione e collaborazione con i colleghi che fonde in un’unica interfaccia il fisico ed il digitale, secondo il paradigma phygital (vedi approfondimento).

Le tecnologie cloud-native favoriscono le integrazioni tra sistemi di terze parti che coprono le specifiche esigenze delle varie unità aziendali

Per poter ottenere questi vantaggi è però fondamentale dotarsi di tecnologie cloud-native, in quanto favoriscono le integrazioni tra sistemi di terze parti che coprono le specifiche esigenze delle varie unità aziendali. Questo fattore abilitante permette a tecnologie di controllo accessi, come quelle di Sofia Locks, e a tecnologie di rete, come quella di Cisco Meraki, di ottenere metodi più avanzati per la gestione degli spazi di lavoro, come, ad esempio, il rilevamento statistico di occupancy degli spazi, che permette di tracciare l’affollamento dei luoghi di lavoro grazie all’integrazione di sistemi di controllo accessi forniti di smart locks ed infrastrutture Wi-Fi e Bluetooth. Nel caso di studio realizzato presso il business district Segreen Segrate, nei pressi di Milano, quando un dipendente si connette alla rete aziendale o apre un varco con il badge o lo smartphone è possibile sapere il numero esatto di persone presenti in quella stanza. Ipotizzando che un utente attraversi un varco senza utilizzare un metodo di autenticazione, ad esempio nell’eventualità in cui un collega apra la porta ad un altro, sarà comunque possibile sapere il numero esatto delle persone presenti nella stanza recuperando il nominativo tramite la rete internet o WiFi o verificando la prenotazione delle risorse.  

Per avere più informazioni, visita la pagina web dedicata al progetto: Integrazione in cloud tra controllo accessi e networking per una maggiore safety 

Insight a partire dai dati 

“Verificare che l’idea relativa al workplace del futuro sia attuabile, e il progetto sia implementabile e monitorabile sono i principali temi legati al change management. Dopo aver svolto le analisi per verificare quali spazi siano i migliori per supportare il business e la sua operatività sarebbe ottimale poter monitorare il progetto in ogni momento per misurare l’efficienza e l’efficacia. In questo modo l’ufficio potrebbe essere percepito e utilizzato correttamente”. Le parole di Federica Pedroni per PropTech Perspective sono perfettamente in tema con uno dei valori principali derivanti dalla digital transformation: estrarre valore dai dati.

Abbracciare il valore del dato e presentarlo in modo intellegibile è fondamentale per far fronte al change management

Infatti, abbracciare il valore del dato e presentarlo in modo intellegibile è fondamentale per far fronte al change management. Le moderne soluzioni cloud-native abilitano la possibilità di avere un’analisi esaustiva dei dati, il pieno controllo degli spazi e informazioni sull’utilizzo di questi ultimi. La tecnologia abilita la lettura dei dati e la creazione di grafici che permettono di osservare l’andamento dell’edificio e delle singole risorse. In questo modo è più facile predire scenari futuri e intraprendere azioni appropriate. Tutto ciò viene svolto in modo GDPR compliant, ovvero facendo in modo che i dati siano solo in formato aggregato ed anonimizzato, per non ledere la privacy del singolo.

L’importanza della flessibilità

I dati non sono l’unico elemento essenziale per fare innovazione, è necessario dotarsi di tecnologie adatte al contesto attuale. Avere tecnologie plug&play, facili da installare, che non richiedono grandi impianti, e permettono di fare una sperimentazione più efficace è fondamentale per abilitare i flexible workplace.

Le tecnologie wireless abilitano la creazione di piloti per testare le nuove modalità di lavoro senza dover affrontare grandi investimenti iniziali, fermare l’operatività dell’edificio e sostituire le eventuali tecnologie legacy

Un esempio sono le soluzioni di controllo accessi, che, grazie alle tecnologie wireless, abilitano la creazione di piloti per testare le nuove modalità di lavoro senza dover affrontare grandi investimenti iniziali, fermare l’operatività dell’edificio e sostituire le eventuali tecnologie legacy. In questo modo è possibile avere un approccio agile all’introduzione di tecnologie smart per l’edificio e il business. Le soluzioni cloud-native abilitano un nuovo modo di fare deploy di nuove tecnologie, in modo non invasivo, grazie alla virtualizzazione dell’hardware.  

Il termine “ connessione” non rappresenta più soltanto una parola, ma la società e il mondo in cui viviamo. Essere una generazione connessa, sempre in contatto con gli altri tramite i social network, ha cambiato il modo in cui ci comportiamo e ci relazioniamo, ci aspettiamo di avere sempre tutte le informazioni di cui necessitiamo a portata di mano, ogni volta che le cerchiamo o le dobbiamo condividere. Gli strumenti digitali, come smartphone, laptop o computer, sono fondamentali per far ciò. Questi dispositivi sono sempre con noi, sono la prima cosa che controlliamo al mattino e l’ultima che controlliamo la sera, li utilizziamo per lavorare , durante il nostro tempo libero e mentre svolgiamo le faccende quotidiane. Siamo sempre connessi, così come le soluzioni smart che ci circondano. 

Le soluzioni smart sono sempre connesse tra di loro e, soprattutto, sono connesse al cloud.

Le soluzioni smart sono sempre connesse tra di loro, perché scambiano continuamente dati e,  soprattutto, sono connesse al cloud. Se avete familiarità con  l’argomento saprete che oggi siamo spesso in contatto con il gemello digitale degli oggetti attorno a noi. Il concetto di digital twin è diventato sempre più diffuso in seguito all’affermazione dell’Industry 4.0, che ha accelerato la sua crescita. Può essere definito come l’integrazione di dati tra una macchina fisica e una virtuale, in entrambe le direzioni (A.Fuller, 2020), o, più semplicemente, come la copia digitale di un oggetto che ci circonda (come i dispositivi che utilizziamo in ufficio e a casa o i mezzi che utilizziamo quotidianamente, come le auto e le biciclette) che comunica con l’utente tramite lo smartphone o altri device personali. Grazie al digital twin si può, per esempio, prenotare una bicicletta e avere le coordinate per raggiungerla tramite il cloud, in quanto la bici stessa le rende accessibili all’utente, si può anche prenotare una stazione lavorativa nel proprio spazio di coworking preferito, nel centro della città e trovare il proprio work setting  sistemato secondo le proprie esigenze (dalla scrivania al wifi), in modo da dover soltanto parcheggiare le bicicletta ed accedere all’edificio. Una volta che si ha accesso al coworking ogni porta sul proprio percorso si aprirà, in quanto l’edificio stesso accogli l’utente. Grazie al digital twin e alle tecnologie cloud le smart city prendono vita e offrono un’esperienza unica.

Le mobile credential diventano la risposta alle esigenze di accessibilità, lo smartphone diventa la “chiave” per accedere a tutti i servizi disponibili

Le tecnologie cloud non solo permettono alle persone di gestire le risorse e gli edifici, ma permettono anche di migliorare la vita dei cittadini. Immagina di poter accedere a parcheggi e mezzi di trasporto con il tuo smartphone,  senza dover cercare un posto sicuro in cui parcheggiare la bicicletta o il monopattino ogni giorno, fare code in biglietteria ogni mattina, o cercare di acquistare ticket su molteplici siti. Abris sécurisés, per esempio, è un servizio che mette a disposizione depositi per le biciclette nella città di Parigi, in modo che le persone possano parcheggiare il loro veicolo in un posto sicuro quando ne necessitano. Il deposito biciclette smart non solo incentiva le persone ad utilizzare mezzi sostenibili salvaguardando il pianeta, ma permettono di risparmiare tempo e risorse, in quanto i veicoli possono essere parcheggiati in un solo click. Le credenziali virtuali diventano la risposta alle diverse esigenze di accessibilità, in quanto lo smartphone diventa la “chiave” per accedere a tutti i servizi della città.

Soluzioni smart e funzionali permettono di capire il grado di utilizzo di spazi e risorse e predire scenari futuri

Si può quindi notare come il concetto di “accesso” sia cambiato, ora le persone possono accedere a spazi e servizi e possono farlo tramite diversi strumenti digitali, facilmente e quando necessitano. L’avvento di tecnologie moderne ha rivoluzionato non solo l’esperienza vissuta dagli utenti, ma anche quella dei manager.  Soluzioni smart e funzionali permettono ai manager di semplificare le operazioni, capire il grado di utilizzo di spazi e risorse e ottenere dati importanti, utili per predire scenari futuri e intraprendere azioni appropriate.

Le iniziative per ridisegnare le città e renderle smart e più sostenibili stanno aumentando in tutto il mondo. Le soluzioni smart sono fondamentali in questo contesto, Sofia Locks ne è consapevole e per questo ha sviluppato un  sistema di controllo accessi avanzato che si adatta a qualsiasi soluzione. La tecnologia permette di considerare le smart city come una comunità in cui i cittadini, le aziende e le istituzioni collaborano per ottenere l’integrazione e l’efficienza dei sistemi, il coinvolgimento e l’impegno dei cittadini e il continuo miglioramento della qualità della vita. La tecnologia deve ottimizzare le operazioni, semplificare la vita delle persone e dei manager, ridurre l’effort e i costi, rendere gli spazi e le risorse accessibili, e migliorare la sicurezza. Quando tutto ciò viene realizzato la tecnologia scompare e diventa un elemento naturale dell’ambiente e della società.  Noi di Sofia Locks crediamo che questo avrà presto luogo e, per questo motivo, integriamo tecnologie cloud-native, in quanto rispecchiano i nostri valori. 

Presso il business park Segreen a Segrate, nel Milanese, abbiamo recentemente sviluppato un progetto innovativo di controllo accessi grazie all’integrazione di due tecnologie cloud native: con il contributo di CBRE, grazie al controllo accessi in cloud di Sofia Locks e le tecnologie di rete di Cisco, e la collaborazione di uno nostro system integrator certificato, abbiamo fornito ad una nota multinazionale nel settore dell’imaging una tecnologia integrata che permette l’utilizzo di un sistema di controllo accessi moderno che garantisce al tempo stesso una maggiore safety per dell’edificio.

Grazie alla tecnologia di Sofia Locks abbiamo fornito al cliente la possibilità di autorizzare i collaboratori dell’impresa ad accedere agli spazi tramite smartphone, a valle di una prenotazione della scrivania tramite la stessa piattaforma digitale fornita. Data la volontà del cliente di non installare tornelli, al fine di dare una percezione di spazio più libera e meno vincolata, si è posto il problema di avere una stima il più accurata possibile del numero di persone presenti nell’edificio: è stata quindi messa in campo una integrazione con i sistemi di rete cloud-native di Cisco, che consentono di ottenere informazioni rispetto al numero di persone presenti nell’edificio. Infatti, il sistema integra i log derivanti dal controllo accesso, con i log derivanti dagli accessi di rete, al fine di contare quante persone sono al momento presenti nell’edificio, potendo quindi dare informazioni in caso di emergenza.

Cos’è Segreen Segrate?

Segreen Segrate è un business park ecosostenibile realizzato mediante la riqualificazione di un ampio complesso immobiliare, ex sede Microsoft. Questa struttura innovativa prevede la presenza di spazi di lavoro, luoghi ricreativi, un lungo percorso pedonale, un’ampia area verde e svariati servizi, quali auditorium, bar, fitness center, noleggio biciclette e auto. L’utilizzo di sistemi di controllo accesso in questa tipologia di spazi consente una forte riduzione dei costi di gestione degli stessi nonché la possibilità di offrire servizi a valore aggiunto per i tenant: questo grazie alle tecnologie proptech e alla digitalizzazione degli spazi. Se sei interessato ad avere maggiori informazioni su questo argomento, visita la nostra rubrica PropTech Perspective

L’impatto di un futuro sempre più incerto sul mercato residenziale

I Millennials sono la generazione più colta ed istruita di sempre, come afferma un articolo dell’Economist, ma anche quella che riscontra più ostacoli nel raggiungimento degli obiettivi professionali. L’offerta dei lavoratori con un alto grado di istruzione è maggiore della capacità di assorbimento del mercato, di conseguenza il 39% delle persone sotto i 25 anni sono disoccupate o sottoccupate. Inoltre, come afferma il New York Times, le persone comprese nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni guadagnano meno rispetto a coloro che appartenevano alla stessa fascia in passato. I Millennials sono finanziariamente fragili e questo viene confermato anche dal sondaggio del Washington Post  che afferma che: 

  • il 63% dei Millennial avrebbe difficoltà a coprire una spesa inaspettata di $ 500;
  • solo il 6% ritiene di guadagnare molto di più del necessario per coprire i bisogni di base. Per le donne la cifra è del 3%;
  • Il 44% dedicherebbe $ 5.000 in vincite alla lotteria per pagare bollette e prestiti.

Tuttavia, per quanto i Millennial siano afflitti da un importante tema economico, sono in grado di contrastare il futuro incerto e in continua evoluzione grazie alla loro creatività e alla capacità di pensare fuori dagli schemi. Uno studio in ambito HR ha dimostrato che i Millennials sono portati al lavoro di squadra e alla collaborazione, e che ritengono fondamentale la cooperazione per dar vita ad un lavoro migliore. Tutto ciò ha fatto sì che guidassero la crescita della sharing-economy, che consiste in piattaforme peer-to-peer che forniscono accesso a beni e servizi condivisi (Forrester).

Non solo la concezione del lavoro è cambiata, ma anche quella abitativa. Il concetto di casa è stato modernizzato e ha dato vita alle soluzioni residenziali, quella più sperimentata in Europa è il co-living. In un periodo caratterizzato da un aumento dell’utilizzo del suolo urbano e dalla sharing economy, il co-living fornisce soluzioni moderne e flessibili, in linea con le abitudini di consumo e lo stile di vita delle giovani generazioni. Viene così ottimizzato l’utilizzo di spazi comuni e promossa la coesione sociale tra i residenti.

Cos’è il co-living?

Il co-living è una forma moderna di vita in comune, è basato sull’idea di condivisione degli spazi abitativi ed è stato sviluppato negli ultimi anni in risposta all’aumento del mercato degli affitti avvenuto sia in Europa che in altri Paesi sviluppati. 

Il co-living si è dimostrato la soluzione abitativa ideale per diverse fasce di età, sia per i giovani Millennials alla ricerca di esperienze condivise all’interno di una comunità, che per persone anziane alla ricerca di compagnia. 

Vivere in co-living significa affittare uno spazio privato, come uno studio o una camera da letto, con i suoi servizi, all’interno di una proprietà dove le restanti aree sono condivise con altri inquilini. È una soluzione che crea un ambiente comunitario, consentendo al contempo l’autonomia nelle aree private, e permettendo di ridurre il costo dell’affitto. Infatti, proprio come i coworking offrono ai giovani imprenditori gli strumenti e lo spazio di cui necessitano a una frazione del costo di un ufficio tradizionale, il co-living aiuta a ridurre il costo della vita consentendo l’accesso a un ambiente in cui si possa beneficiare dell’esperienza di condivisione di spazi e stili di vita.

È una nuova interpretazione di una vecchia idea, immaginata da una generazione che valorizza aspetti come l’apertura mentale, la collaborazione, i social network e la sharing economy.

Co-living in Europa ed Italia

Uno studio di JLL ha dimostrato che le principali strutture di co-living sono concentrate nelle grandi capitali dei Paesi più importanti del vecchio continente. A livello europeo, quasi il 40% del mercato è concentrato a Londra ed Amsterdam, mentre il 25% è distribuito tra 24 grandi città. Ciò significa che il potenziale di crescita del settore è enorme non solo per le grandi capitali, ma anche per le città più piccole.

Anche il mercato italiano vede la presenza di player sempre più importanti nel settore. Citiamo ad esempio HOMIZY, la nuova iniziativa del Gruppo Abitare In che a Marzo 2021 ha completato il passaggio al mercato telematico azionario (MTA) nel segmento Star, diventando di fatto l’unica realtà di Piazza Affari attiva nel settore dello sviluppo residenziale (abitareinspa.com). 

Nella proposta Abitare In la famiglia viene messa al centro e la casa diventa un prodotto aspirazionale, questo fenomeno è stato ulteriormente enfatizzato dall’esperienza di lockdown in cui è emersa l’importanza per le famiglie di avere una casa dotata di ambienti dedicati allo studio, al lavoro, ma anche di ampi spazi aperti.

La pandemia non ha solo modificato le necessità abitative degli utenti, ma ha anche accelerato una serie di cambiamenti che erano già in corso e che hanno portato ad un incremento generalizzato dei prezzi di vendita. In questo contesto, nascono progetti come Homizy di Abitare In, in cui “viene lanciata una nuova nuova linea di prodotto dedicata al segmento degli young professional, portando il concetto di sharing economy nel mondo dell’abitare, un mercato basato sulla formula del co-living per giovani lavoratori che potranno convivere attraverso soluzioni abitative smart e di tendenza un appartamento dotato di spazi comuni e ambienti dedicati al lavoro e all’entertainment, con la possibilità di sviluppare relazioni professionali e umane”.

Il valore della trasformazione digitale

L’innovazione tecnologica, come affermato da Marco Grillo, amministratore delegato di Abitare In SPA, diventa un aspetto fondamentale per l’ottimizzazione dei processi interni, la creazione di nuove opportunità in termini di vendita, la gestione del servizio clienti, e la personalizzazione dei prodotti.

Le tecnologie di smart locking diventano un fattore abilitante per aumentare la scalabilità del business dotando l’impresa di strumenti digitali che favoriscono la completa automazione dei processi aziendali. Il digital marketing abilita una ricerca di lead su vasta scala, che vengono poi convertiti a clienti tramite una customer journey “in-app” completamente digitale, e una gestione integrata della contrattualistica, dei pagamenti e della fatturazione. L’accesso allo spazio fisico viene così reso possibile tramite lo smartphone, grazie a tecnologie come quella messe a disposizione da Sofia Locks.

Millennials, sharing economy e digitale

L’innovazione tecnologica e la situazione economica odierna hanno portato a profondi cambiamenti nella società. Non solo la concezione del lavoro è cambiata, ma anche quella abitativa. L’ambiente residenziale è diventato flessibile, sinonimo di condivisione e coesione sociale, gli spazi vengono ottimizzati e la creazione di legami viene esaltata grazie alle strutture di co-living. La sharing economy diventa così uno strumento per accedere ad uno stato di autonomia ed indipendenza per una generazione, quella dei Millennials, che vive tempi incerti rispetto alle generazioni precedenti.

La tecnologia diventa un aspetto fondamentale per accelerare la sharing economy e abbracciare l’innovazione digitale, in quanto permette di migliorare i processi interni e la gestione dei clienti, semplificare la gestione delle diverse sedi, e personalizzare i prodotti sulla base delle esigenze dei consumatori.  Sofia Locks è consapevole di questo e, per questo motivo, offre un servizio esclusivo, che unisce il miglior know-how nell’offerta del comfort con la più avanzata tecnologia in cloud. I manager e i clienti potranno controllare qualsiasi varco in modo sicuro, seguendo i principi del massimo controllo, sicurezza, flessibilità e comfort.

Capire il mercato e agire di conseguenza

Sofia Locks è consapevole del fatto che per comprendere il mercato sia necessario studiare l’intero ambiente che lo circonda, per questo motivo, ha deciso di sviluppare la propria analisi di mercato tramite il progetto PropTech Perspective. Un’azienda innovativa e moderna deve essere in grado di offrire ai propri clienti non solo una visione completa e supporto nelle decisioni strategiche, ma anche le giuste tecnologie all’avanguardia. Lo sviluppo di un sistema di controllo accessi cloud-native, progettato per affrontare il mercato del futuro, deve essere accompagnato dalla comprensione delle strutture, ad esempio il facility management, e dell’impatto della rivoluzione digitale nel mondo real estate.

Lo sviluppo di soluzioni IoT, la maggiore disponibilità di dati e il miglioramento dell’intelligenza artificiale hanno fatto sì che il mondo del facility management fosse centrale nel processo di innovazione digitale di aziende e organizzazioni. Quando si parla di facility management si intende il processo di progettazione, implementazione e controllo tramite il quale le strutture (ad esempio gli edifici e i servizi necessari a supportare l’attività dell’azienda) sono gestite, al fine di garantire servizi adeguati a soddisfare le aspettative aziendali, creando al contempo un ambiente di lavoro di qualità alle migliori condizioni economiche possibili. Il facility management rappresenta dunque una gamma di discipline e servizi necessari per garantire le funzionalità, la sicurezza, l’efficienza e il comfort dell’intero ambiente aziendale.

Le tecnologie smart permettono alle aziende di acquisire informazioni critiche su come ottimizzare la gestione e i diversi aspetti della struttura

Il facility management può essere diviso in hard e soft. Il primo riguarda gli spazi e le infrastrutture (i.e., la gestione degli spazi, la gestione e ottimizzazione degli spazi lavorativi, la gestione tecnica degli edifici, la gestione energetica, la gestione dei rifiuti e la pulizia degli spazi interni ed esterni), mentre il secondo le persone e le organizzazioni (i.e., la salute, l’igiene, la sicurezza, i servizi interni, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e la logistica interna). Un’ulteriore classificazione è rappresentata dai sistemi e i software di facility management. Questi sistemi utilizzano sensori e dispositivi smart per generare una significativa mole di dati. Le tecnologie smart sono fondamentali, in quanto la loro capacità cognitiva permette di analizzare i dati e apprendere da essi, garantendo ai manager visibilità in tempo reale, una migliore manutenzione predittiva, un incremento della produttività e una riduzione significativa dei costi. Queste soluzioni permettono alle aziende di acquisire informazioni critiche su come ottimizzare la gestione e i diversi aspetti della struttura. Inoltre, l’efficacia di questi sistemi può essere migliorata integrando i sistemi di workplace management. 

Le tecnologie smart hanno cambiato l’intero approccio al facility management

L’avvento delle tecnologie moderne, come il cloud computing, ha cambiato l’intero approccio al facility management. Soluzioni completamente funzionali semplificano significativamente le operazioni, soprattutto il monitoraggio centrale e il controllo dei sistemi e delle tecnologie utilizzate. Inoltre, permettono di unificare la gestione di edifici geograficamente dislocati, controllare da remoto le strutture, centralizzare gli interventi del sistema in caso di necessità, avere informazioni circa le azioni intraprese da individui e gruppi di persone, e ridurre i costi. Grazie alle tecnologie smart è anche possibile comprendere il grado di utilizzo delle risorse, in modo da prevedere una richiesta di upsell degli spazi o una richiesta di cessione del contratto di locazione.

I dati sono fondamentali, in quanto consentono di predire scenari futuri ed elaborare informazioni in ogni momento

Le soluzioni di controllo accessi di Sofia Locks sono progettate per ottimizzare il facility management. I dati permettono ai manager di essere sempre aggiornati sulle attività e sulle unità immobiliari grazie alla piattaforma di Business Intelligence, che permette di analizzare il grado di utilizzo delle risorse e osservare i trend. Anche la cybersicurezza e la conformità alla GDPR sono garantite, in quanto i sistemi cloud-native sono progettati in modo sicuro, secure-by-design. I dati sono diventati fondamentali nel mondo digitale in cui viviamo, non solo perché permettono di elaborare informazioni in ogni momento, ma anche perché consentono ai manager di predire scenari futuri e intraprendere azioni appropriate. Un approccio data-driven dovrebbe essere sempre utilizzato quando si parla di facility management, in quanto permette ai manager di prevedere i rischi, comprendere l’immenso valore che deriva dai dati, e progettare in modo aneddotico la futura strategia di business.

Sofia Locks e Peoplelink offrono soluzioni moderne per la gestione degli spazi, del personale, dell’operatività, e della sicurezza. Ancora oggi in Italia sono troppe le aziende che svolgono in forma tradizionale (persino cartacea) attività che possono essere digitalizzate, con una conseguente cospicua riduzione dei costi, e un aumento di flessibilità e sicurezza.

Il bundle Sofia Locks e Peoplelink permette di attivare immediatamente le logiche di smart working in azienda. Ecco come funziona il flexible workplace.

Dallo smart working al flexible workplace

“Smart working” è un’espressione molto in voga per indicare quella che è stata l’ultima novità nel mondo del lavoro. Una rivoluzione che ha toccato moltissimi aspetti della vita di aziende e professionisti, e che è necessario saper gestire per assicurarsi un futuro in crescita.

Chi comprende meglio tutti gli aspetti di questo cambiamento ritiene più corretto parlare di “flexible workplace”, ovvero di spazi dedicati al lavoro che si adattino alle esigenze di chi lavora, e alle attività che devono essere svolte. È questo infatti l’aspetto più interessante, il cambio di prospettiva che ha portato da una condizione in cui le persone si spendevano per piegarsi alle necessità lavorative (il caso esemplare dei pendolari), a un contesto del tutto nuovo in cui sono gli spazi e le risorse ad adattarsi alle necessità dei lavoratori. Si tratta appunto del paradigma della flessibilità.

Gli uffici sono diventati spazi aperti alla produttività, alla creatività, e alla vita in comune. Sono progettati per facilitare il networking e lo scambio di competenze

Le tre B della flessibilità: Bricks, Bytes, Behavior

Che siano state spinte da un bisogno di innovazione o dalla necessità, molte aziende si sono presto accorte che i modelli di lavoro flessibili aumentano la produttività e migliorano il contesto lavorativo. Gli uffici non sono più visti solo come meri luoghi di lavoro, ma come spazi aperti alla produttività, alla creatività, e alla vita in comune, che facilitino il networking e lo scambio di conoscenze. L’aumento di produttività e una maggiore resilienza dell’organizzazione aziendale possono essere ottenuti rispettando tre principi fondamentali: lo spazio, la digitalizzazione, e le buone pratiche.

  • Bricks, lo spazio: gli uffici sono prima di tutto ambienti in cui le persone trascorrono una parte importante della loro giornata e le cui caratteristiche influenzano molto la qualità del lavoro svolto. Aree aperte e private devono essere ben distribuite e progettate per rispondere alle esigenze del personale. Le risorse (come sale meeting o dispositivi di lavoro) devono essere disponibili e facilmente condivisibili. Creare un contesto operativo produttivo non può prescindere dal pensare, e ripensare, gli spazi che lo devono accogliere, adattandoli alle necessità del business e della sicurezza dei lavoratori. L’open space supporta la collaborazione, mentre le sale private permettono di concentrarsi su specifiche mansioni.
  • Bytes, la digitalizzazione: lo smartphone è oggi la risposta a gran parte delle nostre necessità quotidiane. Dopo essere stato l’accesso a tutti i servizi digitali che hanno facilitato la nostra vita, questo device ha iniziato a interagire anche con gli oggetti fisici (oggi è normale fruire di un’auto a noleggio attraverso lo smartphone). La generazione dei millennials, che è oggi la giovane forza lavoro, è abituata a ottenere quasi tutto attraverso il cellulare. Dall’interazione con i colleghi, all’organizzazione di piani di lavoro, all’operatività quotidiana, fino all’accesso agli uffici e l’utilizzo delle stampanti. Ogni azione può essere svolta tramite lo smartphone personale in un ambiente lavorativo di smart working.
  • Behavior, le buone pratiche: l’ambiente di lavoro coinvolge sia la dimensione personale che quella relazionale delle persone. Per questo motivo è di fondamentale importanza che l’operatività e la gestione del personale siano supportate da strumenti adeguati, in grado di  facilitare al massimo la fluidità del lavoro. Dai controlli di sicurezza e presenza, alla rendicontazione, un sistema adeguato agli moderni standard evita intoppi e difficoltà. Questo perché la gestione e la condivisione delle informazioni è sicura e adeguata, permettendo a tutti di accedere a ciò di cui  necessitano per il proprio lavoro, tenendo al contempo l’azienda sicura e aggiornata agli ultimi standard di protezione.

Il flexible working sta rivoluzionando il mondo del lavoro e aumentando la flessibilità dei business, ma per far ciò necessita di soluzioni tecnologiche adeguate

L’offerta di Sofia Locks e Peoplelink

Sofia Locks e Peoplelink si distinguono per le loro offerte innovative dedicate al mondo aziendale. Il bundle dei prodotti e servizi permette alle aziende di realizzare in brevissimo tempo un flexible work space completo. Ecco cosa è incluso nel pacchetto:

  • Controllo accessi cloud-native con smart locks: il sistema di controllo accessi cloud-native è sempre aggiornato, compatibile sia con gli smartphone che con i badge MIFARE. Permette di controllare chi può accedere agli spazi e alle risorse in tempo reale, gestire gli ospiti da qualsiasi device, e tenere in sicurezza l’intera azienda. La soluzione è completamente plug&play, con serrature intelligenti, progettate per ogni tipo di varco europeo, e che non necessitano alcuna cablatura sul varco.
  • Gestione intelligente delle risorse e prenotazioni: una soluzione intelligente di gestione dell’accesso alle risorse e di prenotazione delle stesse è fondamentale  per la realizzazione in piena sicurezza degli standard di smart working. Risorse come sale meeting o armadietti possono essere assegnate con logiche di condivisione delle risorse, e possono essere prenotate in autonomia dagli utenti solo quando necessario.
  • Analisi dell’utilizzo degli spazi e delle risorse in tempo reale: tutti i dati di utilizzo degli spazi e delle risorse sono disponibili ai manager in tempo reale, per l’ottimizzazione dell’operatività e l’analisi dei consumi. Grazie al pannello avanzato di controllo è possibile gestire gli standard di sicurezza e creare nuove opportunità di business; organizzare e controllare l’accesso di singoli utenti e gruppi a stanze, edifici, o risorse è semplicissimo.
  • Rilevazioni delle presenze: il concetto di rilevazione delle presenze è stato rivoluzionato in seguito allo sviluppo del primo software progettato per semplificare questo processo. Grazie all’apposito sistema è possibile gestire con un click non solo l’acquisizione delle timbrature di presenza, ma anche l’organizzazione delle ferie, delle trasferte, e di qualsiasi giustificativo nell’ambito human resources. I dati raccolti tramite report e piani statistici permettono, inoltre, di migliorare i flussi di gestione del personale.
  • Gestione delle human resources in modo smart: grazie all’automatizzazione è possibile avere a disposizione una suite completa di funzioni che consentono di avere sempre sotto controllo tutti i processi legati alle risorse umane: dalle gestione anagrafica al ciclo di workflow approvativi, dalle schede di valutazione dei dipendenti alla gestione dei corsi di formazione, dalla compilazione dei timesheet alla gestione delle attività aziendali, dall’accredito dei premi di produzione alle multe, e dalla gestione del piano ferie alle statistiche sulle ore di straordinari, giorni di malattia e lo stato generale della forza lavoro.
  • Note spese e rendicontazione: la necessità di dover gestire una rendicontazione ed un rimborso spese precisi sorge ogni volta che un dipendente deve recarsi in trasferta o gestire ospiti e collaboratori, anticipando le spese sostenute. Grazie alle soluzioni web, paperless e mobile è possibile gestire autonomamente il processo che va dal workflow approvativo al pagamento, che può essere erogato in modalità diverse, con un accredito sul conto, sul cedolino o nelle note spese, sempre nel rispetto delle policy aziendali.

L’ambiente lavorativo è cambiato velocemente, le ripercussioni sul mercato sono state notevoli e, in questo contesto, le aziende necessitano di soluzioni digitali per stare al passo con le costanti evoluzioni. Il flexible working sta rivoluzionando il mondo del lavoro e aumentando la flessibilità dei business, ma per far ciò necessita di soluzioni tecnologiche adeguate. Sofia Locks e Peoplelink permettono alle aziende di abbracciare la rivoluzione digitale, ottenendo uno spazio lavorativo dotato di tutto ciò che è necessario per garantire  agli utenti e ai manager la massima flessibilità e sicurezza.

I dati sono diventati la risorsa più preziosa al giorno d’oggi, come afferma Kiran Bhageshpur, CEO di Igneous, su Forbes: “Data is the new oil, and that’s a good thing” (i dati sono il nuovo petrolio e questa è una cosa buona). I dati hanno un ruolo cruciale nella nostra società oggi, vengono utilizzati quotidianamente per rendere più efficiente ed efficace la gestione dei processi, supportare decisioni strategiche ed incrementare la produttività (se siete interessati a questi temi iscrivetevi alla nostra newsletter PropTech Perspective).Il mondo immobiliare sta affrontando un periodo di grandi cambiamenti, caratterizzati da un aumento delle transazioni internazionali, una profilazione più precisa dei consumatori, una diffusione più veloce dei trend, un’anticipazione della domanda e molto altro. Tutto ciò è possibile grazie alla raccolta, organizzazione, elaborazione e analisi di una vasta mole di dati, resa possibile grazie a strumenti di Data Intelligence e Big-Data Analytic. “Analytics e intelligenza artificiale sono ormai una delle priorità di investimento delle imprese italiane, ma per mettere in piedi un’organizzazione realmente data driven occorre avere gli strumenti giusti a disposizione, che semplifichino e automatizzino il più possibile tutto l’immenso lavoro che sta nel mezzo tra la produzione del dato e la sua trasformazione in informazione di valore”, come affermato da IBM nell’articolo “IBM: il successo del Machine Learning passa dalla collaborazione con le Line of Business”.

Gli scenari di business attuali sono sempre più frenetici e quindi complessi da interpretare, per questo sono necessarie analisi statistiche e simulazioni basate sui dati per poter predire il comportamento dei mercati e elaborare scelte strategiche per le aziende. Avere un quadro informativo sempre più ricco, puntuale e aggiornato consente di prevedere scenari alternativi e scalabili e pertanto di perseguire le strategie più vantaggiose, predisponendo le misure e contromisure più corrette in relazione a diversi contesti, come affermato dall’Italian PropTech Network (IPN). Questa capacità predittiva, necessariamente “data based” e concretamente riconducibile alle potenzialità dei nuovi strumenti tecnologici-digitali, può trovare applicazione in ogni ambito della filiera dei servizi professionali del Real Estate, dalla fase di valutazione dell’investimento-rischio immobiliare, fino all’ottimizzazione dei costi e delle operation. Inoltre, il perfezionamento della capacità predittiva può rendere più resilienti una molteplicità di prodotti e servizi, generando un “nuovo Real Estate” capace di trasformare l’offerta in maniera flessibile. I cambiamenti indotti nel mercato dalla pandemia Covid-19 hanno generato svariate considerazioni a tal proposito, in quanto “il coronavirus non ha solo prodotto il distanziamento, ma ha anche intaccato le prospettive di vita delle persone. Questo ha modificato le scelte abitative e lavorative, impattando la domanda e l’offerta nel Real Estate. Il mercato si sta quindi orientando verso soluzioni più flessibili che rispecchiano le esigenze degli utenti” (Diego Camponigro, 2020).

I sistemi di controllo accesso “smart” registrano i dati d’accesso agli edifici in tempo reale, rendendoli fruibili tramite piattaforme di Business Intelligence integrate

I prodotti per il controllo accessi Sofia Locks sono sviluppati per permettere di raccogliere e utilizzare al meglio i dati sull’utilizzo di spazi e unità immobiliari. I sistemi di controllo accesso “smart” infatti registrano in tempo reale i dati d’accesso agli edifici, rendendoli fruibili tramite piattaforme di Business Intelligence integrate. L’utilizzo del real-time data streaming, delle tecnologie no-code, dei sistemi di artificial intelligence e data-analytics consentono agli operatori di analizzare in dettaglio il grado e la frequenza di utilizzo degli spazi, sia su base puntale, che osservando i trend nel tempo. È così possibile capire nel dettaglio come ottimizzare l’utilizzo della superfici come gli spazi di coworking, o osservare il grado di utilizzo di un edificio da parte di un tenant, al fine di proporre upsell di nuovi spazi o di prevedere che tale tenant presto chiederà di lasciare lo spazio da lui affittato.Risulta dunque fondamentale progettare i sistemi informatici affinché garantiscano sia la cyber security del dato che il pieno rispetto delle norme GDPR. Ottenere il corretto livello di compliance e di sicurezza risulta generalmente difficile con piattaforme legacy adattate alle nuove richieste di utilizzo. Le soluzioni cloud-native di Sofia Locks si basano invece su un approccio “secure by design” e sono pensate per essere utilizzate come strumento di analisi del dato dalla fase di progettazione. Proprio per quanto riguarda la compliance, le direttive ISO 27001 devono essere rispettate non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da parte delle imprese fornitrici, in modo da garantire il minor rischio di leakage di dati. È fondamentale appoggiarsi a fornitori il cui business model sia chiaro, così da poter ottenere la completa trasparenza sull’utilizzo dei dati raccolti (il vostro fornitore fa fatturato vendendo il servizio o vendendo i dati che raccoglie?).Chi si affaccia a questo nuovo mondo, sia cliente o fornitore, deve essere pronto all’approccio data-driven delle soluzioni digitali. Bisogna saper valutare i rischi relativi alla cyber security e comprendere l’enorme valore che i dati possono esprimere, in modo da saper delineare in modo aneddotico la futura strategia del proprio business.