Intervista a Jacques Pleurmeau, Presidente e fondatore del Gruppo Hom’Age e Homnicity
Intervista a Jacques Pleurmeau, presidente e fondatore del Gruppo Hom’Age, che possiede 6 case di riposo, una cucina centrale, una lavanderia, un servizio di assistenza domiciliare e un centro di formazione per le professioni degli anziani in Normandia, e del Gruppo Homnicity, specializzato nello sviluppo e nella gestione di residenze per anziani, la cui società operativa è Oh Activ, con 16 residenze per anziani in Francia. Scritto da María Mañoso, Marketing Specialist di ISEO.

Abbiamo parlato con il signor Pleurmeau del suo percorso accademico e delle sue motivazioni iniziali, delle caratteristiche uniche delle sue residenze e del presente e del futuro del settore del Senior Living in Francia.
Qual è stata la motivazione principale che ti ha spinto a entrare nel mondo dei senior e a creare l’Hom’Age Group?
La motivazione principale che mi ha spinto a entrare nel mondo delle residenze per anziani e a creare il Gruppo Hom’Age risale alla mia formazione accademica e professionale. Ho studiato economia e mi sono laureata a Sciences Po Paris. Questa formazione mi ha portato a svolgere numerosi incarichi su questioni organizzative, in particolare sulla gestione del cambiamento in vari settori.
Una delle mie esperienze più memorabili è stata quella di lavorare nelle centrali nucleari, dove ho aiutato i professionisti a riposizionarsi verso lavori a più alto valore aggiunto. Questo mi ha reso consapevole delle sfide della gestione del cambiamento e dell’importanza di sostenere le persone nel loro sviluppo professionale. L’introduzione della settimana lavorativa di 35 ore da parte di Martine Aubry ha avuto un forte impatto su tutti i settori, comprese le case di riposo, che ho iniziato a conoscere in quel periodo.
A livello personale, ho sempre avuto una particolare sensibilità per le persone in difficoltà, siano esse giovani, anziane o disabili. Queste esperienze e questa sensibilità personale mi hanno portato a fondare il Gruppo Hom’Age nel 2008. Il mio obiettivo era quello di creare una struttura in grado di rispondere alle esigenze in evoluzione dei cittadini anziani, offrendo una complementarità tra l’EHPAD e le Résidences Services Seniors. Ho anche fondato il marchio Oh Activ, che oggi conta 16 residenze in Francia.
L’idea centrale del mio progetto è quella di progettare un percorso residenziale per anziani che soddisfi le loro esigenze in ogni fase del loro invecchiamento. Questo percorso inizia con servizi a domicilio e adattamenti per rendere la vita a casa più facile, poi passa alle residenze per anziani come Oh Activ e infine, in caso di maggiore dipendenza, a soluzioni adattate come la consegna dei pasti, l’assistenza diurna, l’assistenza temporanea o permanente in un EHPAD.
Cosa distingue le tue case?
Ciò che contraddistingue le nostre residenze è la nostra attenzione alla qualità delle cure e all’innovazione. Pur riconoscendo che l’estetica delle nostre strutture potrebbe essere migliorata per assomigliare di più a un hotel, la nostra vera forza risiede altrove. Abbiamo sviluppato una filosofia incentrata sul “prendersi cura”, in particolare dei pazienti affetti da malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. In collaborazione con istituzioni rinomate come la Cattedra di Neuropsicologia dell’Università di Caen e il Professor Eustache, abbiamo condotto ricerche pionieristiche e sviluppato metodi di lavoro specifici per i nostri operatori sanitari.
Abbiamo anche creato H-Care Développement, una società di formazione dedicata all’assistenza agli anziani. Il nostro metodo d’insegnamento combina l’apporto teorico di formatori esterni con sessioni pratiche in cui assistenti esperti insegnano ai loro colleghi, permettendoci di diffondere efficacemente la nostra filosofia e i nostri metodi di assistenza.
Un altro aspetto che ci contraddistingue è l’uso della telemedicina, che si è rivelato particolarmente utile durante il periodo COVID-19. Abbiamo dimostrato che la telemedicina è un modo eccellente per curare gli anziani nelle loro case, evitando così i difficili ricoveri in ospedale.
Per le nostre residenze Oh Activ Senior Services abbiamo scelto di crearle nel centro della città, dove i servizi e i negozi sono facilmente accessibili, aiutando i residenti a integrarsi nella vita cittadina. Abbiamo anche sviluppato una gamma di case per soddisfare i diversi livelli di reddito dei pensionati, con tre livelli di servizio: Access, Latitude ed Élégance.
Il nostro obiettivo è quello di rendere le nostre residenze parte integrante della vita sociale del quartiere, creando spazi permeabili in cui giovani e anziani possano interagire. Ad esempio, abbiamo progettato uno spazio di coworking aperto a tutti, un ristorante aperto al pubblico e strutture per il benessere come sauna, piscina e sala per il cardio-training.
In risposta alla pressione sugli alloggi per studenti, offriamo anche agli studenti un alloggio nelle nostre residenze, creando così preziosi legami intergenerazionali.
Come vedi l’evoluzione del settore Senior Living in Francia nei prossimi anni?
È incoraggiante vedere che il settore del Senior Living in Francia è in piena espansione e offre una varietà di soluzioni per soddisfare le crescenti esigenze associate all’invecchiamento della popolazione. Tuttavia, la questione del reddito è una sfida importante, che richiede innovazioni come la gestione flat per generare entrate aggiuntive e rendere questi servizi più accessibili dal punto di vista finanziario.
Allo stesso tempo, c’è ancora una certa confusione tra i francesi sulle differenze tra i vari tipi di strutture, come le Résidences Services Senior, l’EHPAD e gli alloggi condivisi. Una migliore educazione su queste distinzioni potrebbe aiutare le persone a prendere decisioni informate sulla scelta della residenza per gli anni della pensione.
Inoltre, è indispensabile che i responsabili politici tengano conto della sfida demografica che ci attende e mettano in atto soluzioni efficaci per garantire finanziamenti adeguati alle strutture dedicate agli anziani. Nonostante la crescente professionalizzazione del settore, la mancanza di risorse finanziarie rimane una delle principali preoccupazioni, mettendo talvolta a rischio la qualità dell’assistenza e il benessere dei residenti. È quindi necessario prestare particolare attenzione a questo problema per garantire un futuro ottimale agli anziani in Francia.
Quale tecnologia state utilizzando per migliorare la qualità della vita e i servizi per i vostri residenti?
Per migliorare la qualità della vita e dei servizi dei residenti anziani, utilizziamo una serie di tecnologie adatte alle loro esigenze specifiche. Ad esempio, per facilitare l’accesso all’appartamento installiamo sistemi di chiusura elettronica. Questi sistemi permettono di aprire la porta con una scheda digitalizzata o con un segnale acustico, semplificando l’ingresso alle persone con difficoltà motorie o visive.
Per le persone in sedia a rotelle, i dispositivi automatici facilitano la chiusura della porta dopo l’apertura. Inoltre, per prevenire le cadute, installiamo dei sensori nelle aree ad alto rischio come il bagno e la cucina. In caso di caduta, questi sensori attivano un allarme che allerta il personale della residenza per un intervento rapido.
Abbiamo anche sviluppato una soluzione di comunicazione semplificata con un tablet intuitivo. Oltre a tenersi in contatto con la famiglia tramite un software facile da usare, questo tablet può essere utilizzato per controllare vari aspetti dell’appartamento, come le tapparelle, il riscaldamento e l’illuminazione. In questo modo, anche a distanza, gli inquilini possono gestire il loro ambiente, il che è particolarmente utile per coloro che devono assentarsi regolarmente da casa.
Cosa riserva il futuro ai vostri due gruppi?
Il settore delle case di riposo sta soffrendo molto a causa della crisi europea e del COVID. Gli operatori, come me, hanno difficoltà a rendere questi luoghi accessibili a tutti, anche a causa della mancanza di sostegno da parte dello Stato. È fondamentale che lo Stato adotti una legge di programmazione per fornire soluzioni.
Credo inoltre che la finanziarizzazione del settore non sia l’unica soluzione. È importante che i manager siano soprattutto imprenditori con una visione a lungo termine, per garantire un servizio di qualità sostenibile. Sono favorevole a un modello familiare, con competenze e valori trasmessi ai miei figli, per garantire la continuità della filosofia di assistenza agli anziani.
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