Intervista a Luis Ceñal, vicedirettore di Adoras.

Intervista a Luis Ceñal, vicedirettore e responsabile del settore Flex Living di ADORAS Atelier Arquitectura. Redatto da María Mañoso, Marketing Specialist di ISEO.
In questa intervista, Luis Ceñal condivide i pilastri e l’evoluzione di ADORAS Atelier Arquitectura che hanno portato l’entità a partecipare a progetti Flex Living di grande rilievo. Inoltre, Luis analizza le sfide attuali del settore dell’architettura ed esplora l’impatto delle nuove tendenze che stanno plasmando il futuro del settore residenziale.
Come è stato il tuo primo contatto con Adoras?
Quando ho terminato la mia laurea in architettura ho trovato il settore molto danneggiato dalla crisi economica, così ho deciso, come molti altri, di tentare la fortuna all’estero. Ho finito per lavorare come architetto per otto anni a Londra, realizzando grandi progetti residenziali per studi rinomati come BPTW o Belsize Architects. Nel 2019 quando, durante una visita ad Alicante, ho conosciuto l’atelier di ADORAS arquitectura. È stata una piacevole sorpresa, perché ho trovato uno studio giovane, ma con la struttura organizzativa a cui ero abituato a Londra e che allo stesso tempo lavorava su grandi progetti come i Masterplan per fondi stranieri. La spinta finale che mi ha fatto decidere di cambiare vita e tornare in Spagna per unirmi ad ADORAS è stata che in quel periodo lo studio stava lavorando a un progetto ambizioso per generare un modello di prodotto Flex Living insieme a Kronos Real Estate.
Dopo cinque anni di lavoro come vicedirettore e responsabile di Flex Living, come descriveresti l’evoluzione di ADORAS?
Credo che in questi anni abbiamo creato qualcosa di nuovo che all’epoca non esisteva in Spagna, ma che rispondeva a un’importante esigenza sociale: una catena di case in affitto professionalizzata. Il 2019 è stato come la pistola di partenza di questa grande corsa al Built to Rent tra una moltitudine di attori, e tra tutti c’eravamo noi e Kronos che abbiamo creato qualcosa da zero.
Abbiamo iniziato assistendo Kronos nella ricerca di un fondo di investimento. A tal fine, abbiamo creato un modello di prodotto che sarebbe diventato STAY. Questo concetto è nato dai riferimenti ai colivings che avevo studiato durante il mio periodo a Londra, dall’analisi delle principali linee di navigazione transatlantiche e anche dal movimento metabolista giapponese. Con tutto questo abbiamo creato un sistema modulare e aperto con una flessibilità tale da integrare una diversità tipologica che risponde alla mixticità sociale esistente nelle nostre città. Per catturare lo sfondo, abbiamo persino costruito un appartamento piloto in un edificio industriale, includendo il corridoio comune e parti della facciata.
Il passo successivo è stato quello di creare contemporaneamente diversi STAY Flex Living in diverse parti della Spagna, dove ADORAS, in quanto creatrice del modello di prodotto, ha coordinato tutti gli agenti locali. Il risultato è che nel 2023 STAY si posizionerà come la seconda piattaforma BtR dominante in Spagna secondo la ricerca di Atlas RE Analytics.
Negli ultimi anni, quali sono i principali cambiamenti o le nuove tendenze che, secondo LEI, hanno segnato maggiormente l’industria dell’architettura nel settore del Flex Living?
In questo caso vorrei parlare di un cambiamento preoccupante, la nuova normativa abitativa. La legge stabilisce dei limiti ai prezzi degli affitti e abbassa i requisiti per essere considerati grandi inquilini. Inasprisce una situazione in cui sono necessari alloggi a prezzi accessibili, in quanto porterà a una riduzione dell’offerta e quindi a un aumento dei prezzi. Queste misure di intervento sul mercato possono spaventare i fondi di investimento che difficilmente riusciranno a far funzionare i numeri. Abbiamo già affrontato operazioni in Catalogna con queste premesse, che rendono l’operazione molto difficile.
Uno dei vostri obiettivi principali è quello di riuscire a creare quelli che chiamate “quartieri eutopici”, come si traduce questo?
Nella nostra visione dell’urbanistica non ci sono utopie. Non ci piace nemmeno questa parola, che letteralmente significa “non luogo”, né le sue connotazioni, sempre proiettate in un futuro ideale e irrealistico. Per noi esistono solo eutopie, letteralmente “luoghi buoni”, e non serve a nulla proiettarli nel futuro. Il momento è adesso.
Vogliamo costruire quartieri felici, diversi, vivibili, identitari e sostenibili. Luoghi che fanno bene a chi ci vive e al pianeta. Vogliamo rompere con il concetto sociale di “buon quartiere” e cambiarlo in “buon vicinato”, che è più qualitativo e trasversale e, ovviamente, indipendente dalle condizioni socio-economiche.
A tal fine, ADORAS sostiene l’aumento della densità dei quartieri. In questo modo miglioriamo l’ambiente evitando di spargere macchie d’olio. La densità rende possibile la creazione di spazi pubblici di qualità e rende economicamente sostenibili gli investimenti necessari per creare questi quartieri con i criteri ambientali richiesti. Un esempio è il Masterplan che abbiamo realizzato ad Allonbay.
Cerchiamo una densità verde e mista, cioè che favorisca la mescolanza sociale incorporando una distribuzione equilibrata di commercio, strutture, infrastrutture verdi e diverse tipologie abitative.
Mixticità, emozione e futuro sono i VOSTRI pilastri. Che ruolo ha la tecnologia in questo contesto?
La tecnologia gioca un ruolo importante nell’esperienza dell’utente. Nei progetti di Flex living troviamo un sistema di smart locks che permette all’utente di accedere alla propria casa tramite scheda o portachiavi, di prenotare le stanze dei servizi tramite cellulare e di effettuare un dump di dati che facilita la gestione della proprietà al gestore. D’altra parte, abbiamo i contatori intelligenti, con i quali l’utente è in grado di conoscere i propri consumi tramite un’applicazione sul proprio cellulare. Questo semplice fatto consente di ridurre i costi e di utilizzarli in modo più efficiente per soddisfare le proprie esigenze.
Inoltre, dal lato dello sviluppatore, realizziamo i progetti in BIM in modo tale da produrre un gemello digitale che faciliti la gestione del bene.
In che modo ADORAS incoraggia la collaborazione interdisciplinare e la partecipazione della comunità ai progetti?
Ogni volta che iniziamo un nuovo progetto la prima cosa che facciamo è studiare il sito, poiché ogni progetto è diverso e unico, ma ascoltiamo anche il pubblico. Ad esempio, ad Alcalá de Henares abbiamo sviluppato sia il Parque de Andalucía che l’intero Eje Verde Norte. In questo tipo di progetto è fondamentale incontrare i cittadini, poiché sono loro che godranno del parco e le loro opinioni definiscono in larga misura il design.
Nei progetti di sviluppo privato è importante capire il cliente, sia esso il fondo di investimento, lo sviluppatore o la persona che acquisterà l’immobile. E per rispondere a tutte queste esigenze abbiamo uno studio interdisciplinare con una filosofia da atelier.
Stiamo sviluppando un Ecovillaggio a El Verger, nel cuore della provincia di Alicante, e per lo sviluppo di questo Masterplan da 700 unità abbiamo prodotto sia modelli e disegni fatti a mano che immagini generate dall’AI. Abbiamo studiato nel dettaglio la sistemazione delle aree comuni con i nostri paesaggisti, oltre a definire i dettagli architettonici per ottenere le certificazioni ambientali richieste dai fondi con gli studi realizzati dai nostri architetti tecnici. Alla fine, il lavoro interdisciplinare arricchisce il progetto.
Quali sono i VOSTRI progetti futuri nel campo del Flex Living?
Continuiamo a lavorare sugli sviluppi di STAY in diverse parti della Spagna che ci porteranno a raggiungere più di 2.500 unità. A Madrid siamo a Cuatro Vientos, Berrocales e Alcalá de Henares, mentre in Catalogna siamo a St. Pere de Rives. In particolare, a Cuatro Vientos stiamo costruendo un intero quartiere con quattro isolati e 531 unità. A questa scala stiamo già introducendo cinema, caffetterie, parchi giochi o addirittura piste da jogging tra i vari servizi.
Inoltre, in ADORAS stiamo fornendo consulenza ad altri sviluppatori che stanno studiando portafogli di terreni con un approccio Flex Living in tutta la Spagna. Ad esempio, abbiamo recentemente avviato il progetto di realizzazione di un altro Built to Rent a Valencia di 177 unità e stiamo già approdando in altre località della Spagna.
Se sei interessato a ottenere maggiori informazioni sull’evoluzione del mercato immobiliare spagnolo o sul ruolo della digitalizzazione in questo contesto, contattaci all’indirizzo: es-info@sofialocks.com. I nostri esperti saranno lieti di fornirti ulteriori informazioni.








