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The Good Space: gli spazi di coworking al centro dei legami umani

Intervista a Roger Eaton, direttore regionale di The Good Space Company e direttore del Good Space La Maillerie, Lille Metropole. Scritto da María Mañoso, Marketing Specialist di ISEO.

Roger Eaton condivide con noi il suo percorso professionale e le motivazioni personali che lo hanno portato a unirsi a The Good Space Company. Ci parla anche dei numerosi vantaggi derivanti dall’utilizzo della nostra soluzione di gestione degli accessi, il software Luckey, sia per lui stesso che per la sua organizzazione e per i professionisti che utilizzano lo spazio di coworking di Lille.

Qual è stato il tuo percorso professionale prima di diventare Direttore Regionale e Manager di The Good Space Company?

Ho avuto una carriera molto varia, che mi ha permesso di acquisire un’ampia gamma di competenze. Ho iniziato come project manager in diverse aziende, dove ho guidato iniziative in vari settori. Mi sono poi trasferita a Lille, dove ho lavorato come formatrice di lingua inglese, un’esperienza gratificante in cui ho anche supportato i professionisti nel loro sviluppo.

Sempre nel nord della Francia, presso La Plaine Images – un centro di eccellenza europeo dedicato alle industrie creative e culturali – sono entrata a far parte di una società di marketing come account manager. Qui ho coordinato i team per la progettazione di campagne online, con particolare attenzione alla gamification.

Allo stesso tempo, ho seguito un percorso meno convenzionale come pastore in una chiesa evangelica. Questo ruolo mi ha fornito una prospettiva unica sul sostegno alle persone e alla leadership comunitaria. Prima della pandemia, ero stato assunto da una struttura legata a questa attività, ma la crisi sanitaria ha sconvolto i piani.

Oggi tutto questo confluisce nella gestione di Good Space, uno spazio di coworking che abbiamo lanciato a Villeneuve-d’Ascq. Questa diversità di esperienze mi ha fornito gli strumenti necessari per sviluppare un progetto basato sulla collaborazione e sul benessere.

Cosa ti ha spinto a unirti a The Good Space Company?

Ho sempre desiderato creare legami e costruire spazi in cui le persone si sentano connesse e valorizzate. Per un po’ di tempo ho pensato di aprire un caffè di quartiere per accogliere i residenti locali in momenti conviviali. Tuttavia, mentre lavoravo a un business plan, mi sono reso conto che questo modello non era praticabile, soprattutto nel contesto post-COVID.

È stato allora che ho incontrato David Brown, il fondatore di The Good Space Company. Condividevamo gli stessi valori: il desiderio di creare spazi inclusivi e umani. Quell’incontro è stato decisivo. Grazie alla sua ambizione di sviluppare una presenza in Europa e alla mia conoscenza del mercato locale, abbiamo deciso di lanciare Good Space.

Perché hai scelto Lille come prima sede fuori dal Regno Unito?

Lille è stata una scelta strategica. In primo luogo, vivevo già lì, il che ha reso più facile l’insediamento. Ma al di là di questo aspetto personale, Lille è una città dinamica, ideale per un progetto di coworking.
Offre un buon equilibrio: una dimensione umana, una popolazione attiva e un costo della vita più accessibile rispetto a Parigi. Il mercato di Lille ha un grande potenziale, con i residenti che cercano alternative locali per lavorare, senza dover viaggiare sistematicamente verso centri come Parigi o Bruxelles. Abbiamo trovato dei locali che corrispondevano alla nostra visione e, dopo alcuni mesi di lavoro, Good Space ha aperto le sue porte lo scorso maggio.

Cosa distingue i tuoi spazi di coworking?

Ciò che ci distingue è il nostro approccio, decisamente incentrato sulle persone e sulla comunità. A differenza di altri operatori che si concentrano su posizioni altamente strategiche per massimizzare il traffico, la nostra priorità è creare spazi radicati nella vita di quartiere. Vogliamo offrire una soluzione locale, dove i residenti possano venire a lavorare in un ambiente amichevole e accogliente. Ad esempio, molti genitori lasciano i loro figli a scuola e poi vengono a lavorare da noi, semplificando la loro vita.

I nostri spazi non sono solo luoghi di lavoro, ma punti di connessione. Ci sforziamo di ridurre l’isolamento delle persone che lavorano da casa o da remoto offrendo loro un ambiente favorevole agli scambi. Organizziamo regolarmente eventi per incoraggiare l’interazione, sia per una collaborazione professionale che per arricchire le giornate dei nostri membri.

Un’altra differenza è la nostra filosofia, ispirata alla Unreasonable Hospitality, un concetto che ci spinge a superare le aspettative dei nostri clienti. Siamo attenti alle esigenze dei nostri membri e cerchiamo di offrire loro soluzioni su misura, che si tratti di integrarli nella nostra comunità o di sostenerli nei loro progetti.

In che modo il nostro software Luckey ti aiuta a gestire il tuo spazio di coworking?

Luckey è uno strumento indispensabile per la nostra gestione quotidiana. Con il nostro edificio di 500 m², che comprende diverse aree separate, Luckey ci permette di proteggere e organizzare l’accesso nel miglior modo possibile.

Grazie a questo sistema, possiamo controllare chi ha accesso a quali aree, in quali orari e in modo molto flessibile. Ad esempio, per gli uffici privati possiamo offrire l’accesso 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 a determinati membri, mentre per gli altri possiamo limitare l’accesso alle aree comuni a orari prestabiliti. Questo garantisce sia la sicurezza che l’autonomia dei nostri utenti.

In periodi come il Natale, quando il team è assente, Luckey ci permette di delegare l’accesso ai nostri membri senza compromettere la sicurezza. Il sistema migliora l’esperienza dell’utente e rende la gestione molto più semplice per noi, pur mantenendo un livello di servizio eccellente.

Cosa ti piace di più del lavoro in The Good Space?

Ciò che mi motiva maggiormente è contribuire al successo dei progetti altrui, sia professionali che personali. Accompagnare le persone, aiutarle a progredire nella loro vita, è una vera fonte di soddisfazione. Mi vedo come una sorta di facilitatore, che svolge un ruolo benevolo e quasi pastorale, fornendo supporto e ascolto.

Apprezzo anche la possibilità di creare legami umani al di là dei circoli tradizionali. Anche se alcuni membri della nostra comunità non hanno le mie stesse convinzioni o valori, c’è comunque un legame profondo basato sull’umanità e sul rispetto reciproco. È questa dimensione di condivisione, aiuto e collaborazione che rende il mio lavoro così gratificante.

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