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Dalla digitalizzazione all’esperienza smart: la tecnologia come mezzo di apprendimento

Un’intervista a Raffaele Tozzi Fontana, docente di materie meccatroniche all’istituto ITI Pino Hensemberger. 

La tecnologia sta diventando sempre più impattante, pervade ogni aspetto della nostra vita quotidiana trasformando il modo in cui lavoriamo, ci connettiamo e apprendiamo. Nelle scuole oggi l’adozione e l’integrazione efficace stanno diventando sempre più cruciali per preparare gli studenti ad affrontare le sfide del XXI secolo.   

La tecnologia ha infatti il potenziale per rivoluzionare l’intero sistema educativo, offrendo nuove modalità di apprendimento, promuovendo l’innovazione e ampliando gli orizzonti degli studenti. Le aule si sono infatti trasformate in spazi di apprendimento digitali, in cui gli studenti possono accedere ad una vasta gamma di risorse, strumenti interattivi e piattaforme collaborative, favorendo l’apprendimento personalizzato, la creatività e la partecipazione attiva degli studenti. Inoltre, la digitalizzazione permette alle giovani menti di avere accesso immediato a informazioni e conoscenze provenienti da tutto il mondo, preparandole ad affrontare un mercato in rapida evoluzione; la capacità di ricerca, analizzare e sintetizzare informazioni, la collaborazione virtuale e la risoluzione dei problemi, sono diventate indispensabili per la vita e il lavoro nel mondo moderno.

Raffaele Tozzi Fontana, un docente esperto di materie meccatroniche presso l’istituto ITI Pino Hensemberger, condivide con noi le sfide entusiasmanti che ha affrontato e le interessanti opportunità che ha colto durante il suo percorso educativo. 

Raffaele, ci potresti spiegare quale approccio avete adottato per la formazione dei vostri studenti?

Certamente! La nostra scuola offre un’ampia gamma di competenze tecniche, che spaziano dall’informatica e la meccanica alla biologia e le scienze applicate. Il nostro obiettivo è di fornire agli studenti la possibilità di formarsi a livello tecnico su materie trasversali, in modo da avere un’ampia gamma di competenze spendibili nel mercato. 

Da poco abbiamo aperto un nuovo laboratorio di robotica grazie alla collaborazione con aziende locali, come EdiM del gruppo Bosch, che ci hanno donato dei robot che ci hanno supportato nella programmazione. Qui abbiamo avuto modo di dimostrare agli studenti che la robotica ha senso solo se integrata con altre tecnologie, come i sensori per la sicurezza. Abbiamo avuto modo di collaborare anche con diverse realtà: società di sicurezza, come la SICK, aziende leader nella produzione di componenti e dispositivi elettronici ed elettromeccanici, come la Finder,  e aziende di smart home automation, come la Sonoff. Questo ci ha permesso di aprire un laboratorio di innovazione per la gestione dell’automazione domestica, come le luci, le tapparelle, le finestre smart e l’integrazione con l’intelligenza artificiale. La collaborazione con le aziende del territorio è per noi essenziale per garantire un’ampia gamma di competenze tecniche e coltivare un approccio pratico, che faciliti le scelte dei giovani studenti circa il futuro. 

Alla fine del percorso di studi gli alunni devono fare una scelta importante, è importante per loro sperimentare per comprendere quali sono le possibili carriere che si prospettano. Inoltre, vogliamo che comprendano che il mondo evolve velocemente e la formazione è un processo continuo, che va ben oltre il diploma di maturità. Al fine di favorire questo processo, negli ultimi anni abbiamo optato per un accento sempre più pratico e applicativo. 

In che modo vengono promosse e realizzate queste sinergie tra scuola e aziende? Quali strategie sono adottate dalle scuole e dalle aziende per creare un legame efficace e proficuo?

La sinergia instaurata tra scuola e aziende è un processo che prevede una stretta collaborazione con diverse realtà del territorio. Il suo obiettivo principale è offrire ai nostri studenti opportunità di apprendimento pratico e consentire loro di acquisire competenze in contesti reali. Per creare questa sinergia, il primo passo è stato stabilire contatti e relazioni con le aziende locali. Abbiamo avviato dialoghi con diverse realtà del settore che mostravano interesse ad collaborare con noi e che erano di interesse per i nostri studenti.

Attraverso i percorsi di alternanza scuola-lavoro, i nostri studenti hanno la possibilità di svolgere stage presso queste realtà e lavorare direttamente sul campo, acquisendo esperienza pratica e mettendo in pratica le conoscenze teoriche apprese a scuola. Terminati questi periodi spesso ci vengono richiesti profili tecnici per eventuali assunzioni, viene così data l’opportunità agli studenti di lavoro a tempo pieno una volta terminati gli studi.

Questa sinergia tra scuola e azienda offre dunque diversi vantaggi. In primo luogo, gli studenti hanno la possibilità di ottenere una conoscenza diretta del mondo del lavoro e di mettere in pratica le competenze acquisite durante gli studi. Ciò rende il processo di apprendimento più concreto ed evidenzia l’applicazione pratica delle competenze teoriche. Inoltre, lavorare a stretto contatto con le aziende offre agli studenti una prospettiva reale delle richieste del mercato del lavoro e delle competenze richieste. Ciò può aiutarli a prendere decisioni più consapevoli riguardo al loro percorso accademico e professionale futuro.

D’altra parte, le aziende coinvolte traggono vantaggio da questa collaborazione in diversi modi. Possono osservare direttamente gli studenti in azione e valutare le loro competenze, consentendo loro di identificare e reclutare talenti promettenti. Inoltre, partecipare alla formazione dei giovani talenti aiuta a creare una connessione più stretta tra l’istituzione scolastica e il mondo delle imprese, favorendo lo scambio di conoscenze e risorse.

Raffaele, cosa vi ha portato ad optare per l’inserimento di soluzioni di controllo accesi nel vostro laboratorio?  

Il desiderio di presentare nuove soluzioni tecnologiche ai nostri studenti ci ha portato a valutare questa tipologie di soluzioni, volevamo poter gestire il varco del laboratorio in modo smart e mostrarne il funzionamento agli studenti e abbiamo deciso di rivolgervi a voi, Sofia part of ISEO. 

Abbiamo sviluppato un dispositivo per la gestione dell’accesso al laboratorio, che abbiamo installato all’inizio dell’anno scolastico. Non ci siamo fermati però solo all’aspetto tecnologico, abbiamo incluso anche una lezione trasversale sulle varie discipline, tra cui la meccanica, la parte elettrica e la gestione informatica delle informazioni.

Il dispositivo per la gestione dell’accesso è basato su tecnologie avanzate come il riconoscimento biometrico, credenziali virtuali e l’utilizzo di badge intelligenti. Gli studenti e il personale autorizzato possono registrarsi nel sistema e ottenere un badge o registrare le proprie impronte digitali per accedere al laboratorio in modo sicuro e senza problemi.

Questa soluzione ha comportato diversi vantaggi per la nostra scuola: prima di tutto, ha semplificato notevolmente il processo di accesso al laboratorio, eliminando la necessità di procedure manuali che richiedevano tempo e risorse, inoltre ha reso l’esperienza degli studenti più moderna e coinvolgente. Per di più, ci ha permesso di continuare a esplorare nuove soluzioni tecnologiche e offrire un ambiente di apprendimento all’avanguardia, in grado di preparare gli studenti per le sfide del mondo moderno.

Nella foto Raffaele Tozzi Fontana, docente di materie meccatroniche all’istituto ITI Pino Hensemberger