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Innovazione e adattamento: Il viaggio dei primi posti di lavoro nel settore Flex

Introduzione

Abbiamo parlato con Óscar García, fondatore di First Workplaces, un’azienda pioniera nel settore degli spazi di lavoro condivisi, fondata a Madrid nel 2009 con il nome di Busining e rinominata nel 2019 con il nome attuale. Con una visione unica e una vasta esperienza nel settore, Oscar ha guidato la crescita e l’espansione di First Workplaces, fornendo soluzioni flessibili e moderne per professionisti e aziende di ogni dimensione.

Cosa ha ispirato la creazione di First Workplaces e come vi siete evoluti nel corso degli anni?

Fin da bambina mi sono sempre considerata una persona con una forte vocazione ad avere un’azienda propria, così ho studiato economia e management e ho lavorato per altri per un po’, ma sapevo che a un certo punto avrei fatto il salto di qualità e mi sarei messa in proprio.
Nel 2006, insieme a mio fratello, abbiamo fondato un’agenzia di graphic design. Tuttavia, i nostri interessi ci hanno presto portato a esplorare altri mercati ed è stato nel 2009 che è emerso il tema del coworking e dei Flex Offices. Avevamo una scrivania libera nel nostro ufficio e un amico che aveva bisogno di un posto dove lavorare si è offerto di pagare una tariffa per l’uso della scrivania. Poi ho pensato: “Potrebbe essere un buon affare”.
Ho iniziato a fare ricerche sul mercato e ho scoperto business center e spazi di coworking in altre città come Londra e New York. Sono rimasto colpito dal suo successo e ho pensato che fosse il momento giusto per portare questa tendenza in Spagna. È così che abbiamo fondato First Workplaces con una visione internazionale e un focus sulla fornitura di servizi alle aziende internazionali.
I nostri inizi sono stati quelli di un business center tradizionale, ma a poco a poco ci siamo adattati alle esigenze dei nostri clienti. Con il tempo, ci siamo evoluti verso un modello più flessibile, diventando un ufficio flessibile. La richiesta dei nostri clienti, la maggior parte dei quali sono multinazionali, ci ha spinto a crescere e a offrire spazi sempre più ampi e con una maggiore adattabilità.

In un mercato competitivo di spazi di lavoro condivisi, qual è secondo lei il fattore chiave di differenziazione di First Workplaces?

Direi che ce ne sono due. Il primo consiste nel servizio al cliente e nella personalizzazione dei nostri servizi. Ci sforziamo di capire le esigenze specifiche di ogni cliente e di offrirgli uno spazio di lavoro che si adatti perfettamente alle sue necessità. Siamo infatti l’azienda con il più alto rapporto tra receptionist e clienti del settore, il che ci permette di offrirvi tutto ciò di cui avete bisogno: dal servizio di catering o di caffetteria alla cena aziendale di Natale con regali per i vostri dipendenti. D’altra parte, il secondo fattore di differenziazione è rappresentato dalle nostre sedi. Tutti i nostri spazi si trovano in posizioni privilegiate e su strade molto conosciute. A Madrid, ad esempio, abbiamo quattro centri nella Castellana; a Barcellona uno in Rambla Cataluña e a Malaga nella stessa Calle Larios. Questo ci permette di attrarre il profilo di clientela a cui First Workplaces si rivolge maggiormente e che apprezza maggiormente il fattore location: multinazionali o start-up imprenditoriali.

Quali conseguenze ha avuto l’aumento del telelavoro per i vostri centri e quali strategie attuate (voi stessi o i vostri affittuari) per incoraggiare gli utenti a venire più spesso in ufficio?

Il telelavoro ha rappresentato una sfida per i nostri centri e, in un certo senso, lo vediamo come una “concorrenza sleale”. Dopo la pandemia, molte aziende hanno scelto di far lavorare i propri dipendenti da casa, con la conseguente perdita di valori importanti come il coinvolgimento e la creatività. Questa situazione ha interessato non solo gli spazi Flex, ma anche gli uffici tradizionali.
Oggi continuiamo a lavorare su strategie che creano un ambiente più attraente e motivante e che, a loro volta, incoraggiano i lavoratori a tornare in ufficio, come aree più collaborative, sale riunioni differenziate e altri servizi aggiuntivi che fungono da incentivo. Per esempio, in uno dei nostri centri abbiamo aperto una spettacolare terrazza con vista sulla Castellana, che è stata accolta molto bene durante la bella stagione.
Tuttavia, sappiamo che la cosa più importante per motivare le persone a tornare in ufficio è il rapporto con i colleghi e la generazione di valore attraverso il contatto diretto. Cerchiamo quindi di creare un ambiente che favorisca la collaborazione e la connessione tra i membri dell’azienda, in quanto riteniamo che questo sia fondamentale per aumentare la produttività e il benessere sul posto di lavoro.

Immaginiamo che la sua visione del settore Flex sia cambiata nel corso degli anni: qual era la sua visione all’inizio e qual è quella attuale?

Quando abbiamo iniziato questa avventura nel settore, la percezione era che non fosse professionalizzato. Il servizio clienti si limitava a disporre di un fax per l’invio di documenti. A quel tempo, abbiamo notato una grande differenza tra i centri in Spagna e quelli in città come Londra, dove si trovavano a un altro livello in termini di investimenti e design.
Tuttavia, nel corso degli anni, abbiamo assistito a una grande evoluzione. Sebbene esistano ancora differenze nella capacità di investimento, i centri Flex in Spagna sono diventati più professionali e orientati al cliente. Oggi direi che non ci sono grandi disparità in termini di gestione e di servizio al cliente rispetto ai centri di altre città, il che è molto positivo e dimostra i grandi progressi che abbiamo fatto.
Personalmente, credo che il settore continuerà a crescere nel nostro Paese e che ci sia molto da fare in termini di innovazione e adattamento ai cambiamenti sociali e lavorativi. Come parte del settore immobiliare, dobbiamo essere in costante evoluzione. Uno dei cambiamenti più significativi che vedo nel futuro è l’adozione di contratti di gestione, simili al modello alberghiero, per fornire un servizio maggiore sia ai proprietari che agli inquilini degli edifici. Questo approccio consentirà una maggiore flessibilità e adattabilità per soddisfare le richieste di un mercato in continua evoluzione.

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