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La flessibilità alla base dei nuovi modelli di abitazione: Sofia Locks e AbitareIn in una intervista de Il Quotidiano Immobiliare

  • PropTech

Martedì 20 settembre Alessandro Nacci, CEO Sofia Locks, e Marco Grillo, Founder & CEO AbitareIn, hanno illustrato il ruolo dell’innovazione per l’abitare flessibile durante un intervento de ilQuotidianoImmobiliare. 

Durante l’evento è stato analizzato il mercato residenziale, entrato nel radar degli investitori nel corso degli ultimi anni. Qui le operazioni degli investitori si stanno moltiplicando e stanno focalizzando l’attenzione sulle dinamiche, sull’organizzazione del mercato, sul cambiamento dell’idea abitativa. È in corso una rivoluzione dell’abitare, dove la flessibilità, l’innovazione e la tecnologia giocano un ruolo cruciale per far fronte ai nuovi bisogni.  

Il termine abitare flessibile è molto vasto, come affermato da Marco Grillo, e può comprendere diversi aspetti. AbitareIn si è concentrata sulla fase di personalizzazione: la società ha investito nella digitalizzazione di questo processo per garantire flessibilità “quindi, abbiamo lavorato su quelli che sono i processi classici dello sviluppatore, dalla progettazione alla realizzazione e con questo mese, novità assoluta a livello mondiale, abbiamo introdotto uno strumento web che si chiama Home Configurator che consente a tutti i clienti, comodamente da casa, di personalizzare il proprio appartamento” racconta Marco Grillo. 

Oggi, coloro che acquistano casa, possono realizzarla in base alle loro preferenze, modificando le flessibilità strutturali. AbitareIn ha pre-progettato le opzioni possibili per garantire la massima customizzazione delle scelte, un processo che può essere reiterato una quantità infinita di volte, fino a quando il cliente trova la scelta per lui soddisfacente e schiaccia un bottone: questo viene tradotto in un progetto esecutivo (essendo pre-progettato) e con quelle che, nel linguaggio BIM, si chiamano Design Option viene trasmesso poi all’impresa di realizzazione. 

L’introduzione del digitale va di pari passo con la volontà di fornire strumenti che abilitino una gestione flessibile degli edifici sotto molteplici punti di vista, come affermato da Alessandro Nacci. Le soluzioni tecnologiche devono abilitare spazi pronti all’uso, per rispondere anche a necessità di abitazione a breve termine che non richiedano un impegno da parte degli inquilini sul lungo termine. Tali soluzioni sono progettate per gestire correttamente questi processi, anche tramite all’utilizzo di soluzioni software cloud-native che consentono una massima integrabilità con piattaforme software di terze parti al minor costo possibile. Un esempio concreto è Homizy,  reparto del gruppo AbitareIn specializzato nel realizzare e sviluppare immobili da mettere in affitto col modello del co-living rivolgendosi alla fascia dei giovani lavoratori, che prevederà l’uso di un’App con integrati i sistemi di controllo accessi di Sofia Locks e Luckey, il software gestionale di Sofia Locks per aumentare la sicurezza degli edifici e creare nuove opportunità di business: grazie a questa soluzione software è infatti possibile gestire gli spazi, con soluzioni pensate per la gestione delle community, per facilitare le operazioni di facility management, garantendo al tempo stesso forti risparmi ICT. Marco spiega che Homizy vuole essere una risposta alla domanda di chi ha una situazione lavorativa in itinere, iniziata da poco, magari anche con contratti meno stabili, di inserimento al lavoro e ha bisogno di una soluzione abitativa che sia decorosa, gradevole, che possa favorire lo sviluppo delle relazioni e che sia soprattutto a portata del loro portafoglio. “Gli spazi comuni sono luoghi in cui vivere le relazioni, farle crescere, non solo personali ma anche professionali […] È sicuramente un nuovo modo di abitare. C’è tantissima richiesta e le prime 600 camere in due edifici in zona Città Studi, Ortica, Lambrate saranno disponibili con la fine del 2023. È una novità assoluta […] e riteniamo che ci sia una grandissima domanda per questa formula dell’abitare”.

Un elemento che sta assumendo sempre maggiore rilevanza è la coesistenza di una interazione sia fisica che digitale con gli edifici, ed in particolare, con la community che vive l’edificio stesso. Pensare e realizzare questa tipologia di spazi richiede quindi una competenza che sappia progettare una esperienza d’uso integrata. Risulta fondamentale trattare i temi digitali già nelle fasi iniziali della progettazione, in quanto gli aspetti maggiormente innovativi derivano dalla cooperazione e condivisione di idee. In questo modo è possibile rendere la relazione tra spazio e persona fluida, e il controllo accesso incentiva questa convergenza abilitando l’interazione tra smartphone, spazi e risorse. 

“È sicuramente uno scenario interessante – dice Marco rispondendo alla domanda inerente la mancanza di rapporti intergenerazionali, in quanto soluzione rivolta per lo più a giovani, e il nuovi modo di abitare – quello che noi prevediamo sono case che si specializzano sempre di più, con una loro forte caratteristica per determinati usi. Penso che il sistema dovrà supportare le famiglie, le persone a passare da un’abitazione all’altra piuttosto che rendere la singola abitazione totalmente flessibile […] credo anche, però, che si debba stare attenti nel pensare alla possibilità della casa come solo affitto perché porta ad un contraltare di instabilità delle famiglie, della loro capacità di avere un tetto sopra la testa a prescindere dalla situazione macro o microeconomica. Secondo me la flessibilità si ottiene in un modello dalle case flessibili, case sempre più specializzate, con un supporto per agevolare le famiglie a passare da un modello all’altro, con nuovi schemi di finanziamento più che con il modello totalmente in affitto”. 

È possibile vedere la diretta su ilQuotidianoImmobiliare, per approfondire le tematiche analizzate contattateci qui.